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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4528/2023 del 02/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Allegretti era imputato di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale (art. 219 r.d. n.267/1942) in relazione a: distrazioni di azienda ceduta a società riconducibili all'imputato (Eddi s.r.l., Eddi Network s.r.l.) con compensazione tramite crediti inesistenti; pagamenti indebiti a Hawkdove ltd. e ad Alma s.r.l. per fatture inesistenti o non dovute (inclusi pagamenti per progettazione brevetto, accollo debiti di Alma verso il locatore e spese non documentate); omissione/occultamento di libri contabili (libro inventari, matricola, fatture, libro giornale). In appello la condanna era stata confermata e l'Allegretti impugnava articolando sette motivi tra cui: presunto travisamento dell'accordo del 21/11/2000 e della qualifica di amministratore di fatto; violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 522 c.p.p.) rispetto a pagamenti per lavori di manutenzione; vizio di motivazione su pagamenti per progettazione brevetto; insussistenza della prova sulla sublocazione e sull'accollo dei canoni; contestazione della determinazione delle pene accessorie; mancata motivazione sul rigetto di una riduzione per patteggiamento; e violazioni relative all'attribuzione della qualifica di amministratore di fatto (art. 2639 c.c.).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato infondati i motivi relativi al travisamento dell'accordo e alla qualifica di amministratore di fatto, ritenendo corretta la valutazione di merito che individua Allegretti come amministratore di fatto sulla base di molteplici indici (ruolo decisionale, controllo societario delle società beneficiarie, documentazione e comportamento complessivo). Tuttavia ha accolto alcuni motivi: ha ritenuto violato il principio di correlazione tra accusa e sentenza limitatamente alla condanna per pagamenti relativi a lavori di manutenzione straordinaria (nullità parziale di quella parte della sentenza); ha ritenuto fondate le censure sui pagamenti per le spese di progettazione del brevetto (la Corte ha criticato la logica con cui era stata esclusa ogni giustificazione economica di tali spese) e sulle modalità di accollo dei canoni di locazione (la mancanza di forma scritta non poteva di per sé fondare la distrazione). Il quinto motivo (durata pene accessorie) è stato dichiarato inammissibile per essere nuovo in cassazione; il sesto è stato assorbito. Conclusione pratica: la sentenza impugnata è annullata limitatamente alle distrazioni riconducibili a specifici pagamenti a favore di Alma s.r.l. (come precisato dalla Corte) e resta confermata nelle altre parti; ne consegue la necessità di nuovo giudizio o ricalcolo della pena/accessori per la parte annullata.

Norme richiamate

  • r.d. n. 267 del 1942, art. 219

    Norma base sulla bancarotta fraudolenta: la Corte ha ritenuto applicabile l'aggravante prevista ed ha unificato le imputazioni documentali e patrimoniali ai fini sanzionatori in un unico delitto di bancarotta fraudolenta aggravata

  • r.d. n. 267 del 1942, art. 216, comma quarto

    Regola sulle pene accessorie fallimentari: il ricorrente contestava la determinazione della durata delle pene accessorie; la Cassazione ha rilevato la questione ma l'ha dichiarata inammissibile in Cassazione per essere proposta per la prima volta

  • cod. proc. pen., art. 522, comma 2

    Principio di correlazione tra accusa e sentenza: la Corte ha ritenuto violato questo principio con riferimento alla condanna per pagamenti per lavori di ristrutturazione, determinando la nullità parziale della sentenza per quella specifica fattispecie

  • cod. proc. pen., art. 606, comma 1, lett. e)

    Limiti della censura per travisamento della prova in cassazione: la Corte ha richiamato che la rilevazione del travisamento in sede di legittimità è possibile solo in presenza di palese, incontrovertibile difformità tra risultato obiettivo della prova e la sua ricostruzione da parte del giudice di merito

  • cod. proc. pen., art. 606, comma 3

    Divieto di dedurre in cassazione motivi nuovi non fatti valere in precedenza: invocato per dichiarare inammissibile il motivo relativo alla determinazione delle pene accessorie

  • cod. civ., art. 2639

    Regole sulla prova dell'amministratore di fatto: la Corte ha ritenuto che la qualifica di amministratore di fatto può emergere da una pluralità di indizi e non solo da dichiarazioni degli amministratori formali

  • cod. pen., art. 37

    Richiamata dal ricorrente in ordine alla determinazione delle pene accessorie: la Corte ha ricordato la giurisprudenza costituzionale e di legittimità che limita l'applicabilità automatica di tale norma alle pene accessorie fallimentari

  • cod. pen., art. 133

    Criteri per la determinazione della pena: rilevante nella critica del ricorrente alla mancata motivazione circa il rigetto della riduzione collegata al patteggiamento; la Cassazione ha assorbito il motivo per nuova determinazione della pena conseguente alle annullamenti parziali

  • cod. proc. pen., art. 448, comma 1

    Riduzione della pena per richiesta di patteggiamento: il ricorrente lamentava omissione di motivazione sul diniego; la Corte ha ritenuto la questione assorbita dall'esito parziale dell'impugnazione

  • sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018 e Sezioni Unite Cass. n. 28910/2019 (Suraci)

    Giurisprudenza richiamata dal ricorrente per sostenere che le pene accessorie fallimentari non possono essere automaticamente parametrate alla pena principale ai sensi dell'art. 37 c.p.; la Cassazione ha osservato la rilevanza ma ha dichiarato la censura inammissibile in questo ricorso

Massime di principio

  • La qualifica di "amministratore di fatto" si può desumere da un complesso di indizi (controllo delle società beneficiarie, ruolo decisionale effettivo, documentazione di riferimento, presenza come referente nei rapporti commerciali) e non ènecessario che derivi da un singolo documento formale
  • In Cassazione il vizio di "travisamento della prova" è valutabile solo nei casi in cui vi sia una palese e incontrovertibile difformità tra il dato probatorio e la sua trasposizione nella motivazione: non è possibile una rivalutazione di merito delle prove
  • Il principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 522 c.p.p.) è stringente: se la sentenza estende la responsabilità a fatti non contestati nell'imputazione, quella parte della decisione è nulla
  • La mancanza della forma scritta di un contratto di locazione non impedisce di provare l'esistenza del rapporto con mezzi diversi; l'assenza di prova scritta non può automaticamente fondare la qualificazione di distrazione patrimoniale
  • Le spese sostenute in vista dello sviluppo di un brevetto possono avere giustificazione economica anche se il riconoscimento formale della privativa avviene in epoca successiva: la valutazione della congruità e della rilevanza economica delle spese richiede analisi fattuale non riducibile a mere formalità temporali
  • Motivi new entry in cassazione (non sollevati in precedenza) sono generalmente inammissibili; per questioni di diritto rilevanti è opportuno sollevarle nei gradi precedenti
  • Se la Cassazione annulla parzialmente una sentenza penale (nullità limitata ad alcune condotte) la parte residua della condanna può rimanere efficace e il processo può essere rimesso al giudice di merito per rideterminare pena e accessori in conformità alla decisione di annullamento parziale

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