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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19953/2024 del 20/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva proposto istanza di sospensione dell'esecuzione e declaratoria di non esecutivita' del titolo ai sensi dell'art. 670 cod. proc. pen., deducendo l'omessa notifica di qualsiasi atto introduttivo del procedimento n. 10016/2017 R.G.N.R. e avendo appreso della condanna solo dal provvedimento di esecuzione delle pene concorrenti. Chiedeva che fosse accertata la non esecutivita' della sentenza contumaciale n. 7866/2019 della Corte d'appello e la restituzione nel termine per proporre impugnazione. La Corte d'appello di Bologna aveva dichiarato la propria incompetenza a decidere sulla istanza di rimessione in termini e trasmesso gli atti alla Corte di Cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato la competenza della Corte d'appello di Bologna quale giudice dell'esecuzione, disponendo la trasmissione degli atti a quella Corte in qualita' di giudice dell'esecuzione. La Cassazione ha richiamato il consolidato indirizzo secondo cui, quando la richiesta di restituzione in termini e' logicamente subordinata o alternativa all'accertamento della validita' del titolo esecutivo (es. dedotta nullita' della notifica e non esistenza del titolo), la competenza spetta al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 670 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 670 cod. proc. pen.

    regola la competenza del giudice dell'esecuzione in ordine all'esistenza e alla corretta formazione del titolo esecutivo

    E' stato interpretato nel senso che il giudice dell'esecuzione e' competente quando e' dedotta l'invalidita' o l'inesistenza del titolo esecutivo, sicche' la richiesta di restituzione in termini collegata a tale deduzione rientra nell'ambito di un incidente di esecuzione.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    disciplinante la rimessione in termini

    Si interpreta come presupponente la rituale formazione del titolo esecutivo e la sua mancata conoscenza da parte dell'interessato; quindi, in assenza di contestazione della validita' del titolo, la competenza a decidere sulla rimessione e' generalmente del giudice dell'impugnazione.

  • Giurisprudenza consolidata (Sez. 4, n. 39766 del 26/10/2011; Sez. 1, n. 14412 del 25/01/2001; Sez. 2, n. 29114 del 23/05/2019 e altri)

    richiami agli arresti di legittimita' indicati nella decisione

    La giurisprudenza chiarisce il criterio di competenza: la domanda e' del giudice dell'esecuzione se la rimessione e' logicamente subordinata o alternativa all'accertamento della validita' del titolo esecutivo; altrimenti la competenza spetta al giudice che deciderebbe sull'impugnazione.

Massime di principio

  • Se la richiesta di rimessione in termini e' accompagnata da una domanda volta ad accertare la nullita' o l'inesistenza del titolo esecutivo (per esempio per omessa notifica degli atti introduttivi), la competenza spetta al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 670 cod. proc. pen.
  • La rimessione in termini ex art. 175 cod. proc. pen. presuppone la regolare formazione del titolo; se non si contesta la validita' del titolo, la competenza a decidere sulla rimessione e' in via generale del giudice dell'impugnazione.
  • Quando si deduce l'invalidita' del titolo esecutivo la domanda assume la veste di incidente di esecuzione e deve essere trattata con il contraddittorio tra le parti secondo quanto previsto dall'art. 670, comma 3, cod. proc. pen.
  • Per ottenere efficacemente la restituzione nel termine in casi simili, e' opportuno formulare espressamente sia la petizione di non esecutivita' del titolo sia la richiesta di restituzione nel termine, corredando la domanda con prove o indicazioni sull'omessa notifica.
  • In caso di decisione di incompetenza del giudice al quale e' proposta l'istanza, e' possibile rivolgersi alla Corte di Cassazione per ottenere la declaratoria di competenza e la rimessione degli atti al giudice competente.

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