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Ordinanza

Ordinanza n. 33/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna, sezione staccata di Parma, n. 163/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202509216

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Reggio Emilia n. 28/2025 recante misura DASPO ex art. 13-bis d.l. 14/2017; in appello, ordinanza cautelare del TAR Emilia-Romagna, Sezione staccata di Parma, n. 163/2025, che aveva respinto la sospensione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il destinatario della misura ha appellato l'ordinanza cautelare con cui il TAR aveva negato la sospensione del DASPO. Dalla motivazione emerge la contestazione cautelare della legittimità della misura, anche quanto alla possibilità di applicarla indipendentemente dall'esito del giudizio penale e quanto alla sua proporzionalità. L'appellante risultava coinvolto in gravi episodi criminosi indicati nel decreto questorile.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, ritenendo corretta l'ordinanza del TAR. Ha condiviso i principi secondo cui il DASPO ex art. 13-bis d.l. 14/2017 ha finalità non penale, ma precauzionale e preventiva, e può quindi essere applicato indipendentemente dall'esito del giudizio penale. Ha inoltre ritenuto proporzionata la misura, applicata nella durata minima di un anno prevista dal comma 2. Nella comparazione degli interessi ha considerato prevalente, allo stato, l'interesse alla sicurezza pubblica. L'appellante è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000 omnicomprensivi.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare avverso l'ordinanza del TAR.

  • art. 13-bis d.l. 14/2017

    La misura DASPO ha finalità precauzionale e preventiva, non penale; può essere applicata indipendentemente dall'esito del giudizio penale ed è stata ritenuta proporzionata perché applicata nella durata minima di un anno prevista dal comma 2.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati, per disporre l'oscuramento delle generalità dell'appellante.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale fondamento della tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La misura DASPO prevista dall'art. 13-bis d.l. 14/2017 ha natura precauzionale e preventiva, non penale, e può pertanto essere adottata indipendentemente dall'esito del procedimento o del giudizio penale relativo ai fatti posti a suo fondamento.
  • La proporzionalità del DASPO deve essere valutata anche in relazione alla sua durata; la misura risulta non sproporzionata quando sia applicata nella durata minima prevista dalla legge, a fronte del coinvolgimento del destinatario in gravi episodi criminosi.
  • Nel giudizio cautelare relativo a una misura di prevenzione a tutela dell'ordine pubblico, la comparazione degli interessi può condurre alla prevalenza dell'interesse pubblico alla sicurezza quando gli elementi disponibili evidenzino gravi episodi criminosi.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPrincipi di precauzione e prevenzione

Testo integrale

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