Cassazione Penale, Sentenza n. 28132/2024 del 12/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Siracusa che non aveva convalidato l'arresto di Brancato per tentato furto ritenendo che non ricorresse né l'arresto del privato ai sensi dell'art. 383 c.p.p. né la "quasi-flagranza", poiché mancavano tracce materiali del reato riconducibili all'indagato. Il ricorrente ha invece dedotto che i carabinieri, intervenuti immediatamente, avevano direttamente constatato la presenza notturna dell'indagato nel retro della tabaccheria, la rottura del vetro della finestra e lo stato di soqquadro dell'esercizio, elementi che configurano una percezione immediata e autonoma della recente commissione del reato e dunque la "quasi-flagranza".
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il vizio di diritto dell'ordinanza impugnata. Ha precisato che la nozione di "tracce" rilevante per la "quasi-flagranza" non è solo materiale ma può comprendere anche atteggiamenti e circostanze che, percepiti immediatamente e autonomamente dagli operanti, indicano con assoluta probabilità la recente commissione del reato. Nel caso concreto gli operanti avevano direttamente constatato la presenza dell'indagato sul luogo, il vetro rotto e il soqquadro: circostanze non equivoche che legittimano l'arresto in "quasi-flagranza". Pertanto l'ordinanza che aveva rifiutato la convalida è stata annullata senza rinvio.
Norme richiamate
art. 383 c.p.p. (arresto del privato cittadino)
L'arresto del privato richiede che si tratti di reato per cui è previsto l'arresto obbligatorio e la procedibilità d'ufficio; nel caso di tentato furto il requisito dell'arresto del privato non era integrato, come correttamente osservato dal giudice di merito
art. 382 c.p.p. (concetto di "tracce" e quasi-flagranza)
La nozione di "tracce" non va intesa solo in senso materiale: può ricomprendere anche atteggiamenti o circostanze che, se immediatamente e autonomamente percepiti dagli operanti, costituiscono indicatore inequivocabile della recente commissione del reato e legittimano la "quasi-flagranza"
Giurisprudenza richiamata (Sezioni Unite n. 39131/2015 e altre)
La giurisprudenza ha escluso la "quasi-flagranza" quando l'arresto si basa solo su informazioni fornite da vittime o terzi senza riscontro diretto; tuttavia questa pronuncia non impedisce che, se gli operanti riscontrano direttamente tracce o circostanze non equivoche, possa configurarsi la "quasi-flagranza"
Massime di principio
- La "quasi-flagranza" richiede immediata e autonoma percezione da parte degli operanti di tracce o circostanze collegabili inequivocabilmente all'indiziato; tali "tracce" possono essere materiali (es. vetro rotto) o comportamentali/contestuali (es. presenza dell'indagato nel luogo, stato di soqquadro).
- L'arresto eseguito unicamente sulla base di segnalazioni o informazioni fornite da terzi senza riscontro diretto non configura la "quasi-flagranza" e può essere illegittimo.
- In casi simili è fondamentale che gli agenti verbalizzino e documentino la loro percezione diretta (riepilogo immediato della situazione, eventuali foto, indicazione dei riscontri obiettivi) per rendere comprovabile la sussistenza della "quasi-flagranza".
- Se il giudice di merito rigetta la convalida per carenza di "tracce" ma dall'atto emerge che gli operanti hanno direttamente constatato elementi inequivoci di reato, la decisione può essere annullata senza rinvio dalla Corte che ritenga legittimo l'arresto.
- Per l'arresto del privato (art. 383 c.p.p.) occorrono condizioni più stringenti legate alla tipologia del reato (arresto obbligatorio/ procedibilità d'ufficio); quando queste non sussistono la legittimità dell'arresto va valutata alla stregua della "quasi-flagranza"
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