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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43561/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnano l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di numerosi preziosi rinvenuti a seguito di perquisizione e della Ferrari F430 di Carzaghi Antonio. Denunciano nullità dell'ordinanza per carenza di "fumus commissi delicti" rispetto all'art. 512-bis c.p. e omissione di motivazione in ordine alla ragionevolezza temporale tra l'acquisto dei beni e la presunta commissione dei reati (artt. 512-bis e 648 c.p.)

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che l'impugnazione, poichè diretta contro un provvedimento adottato ai sensi dell'art. 324 c.p.p., fosse esperibile soltanto per violazione di legge e non per mera rivalutazione di merito. Il tribunale del riesame aveva motivato adeguatamente il sequestro: la vendita della Ferrari contestata è avvenuta contestualmente alle perquisizioni e con presenza del terzo Breshak Duio al confine, indice di finalità elusiva; i beni risultati nella disponibilità degli indagati erano sproporzionati rispetto alla loro situazione reddituale e mancavano documenti giustificativi. Le censure dei ricorrenti sono state considerate generiche e riconducibili a una diversa valutazione di merito. Condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 512-bis c.p.

    Valutato come reato per il quale il giudice poteva desumere il fumus da circostanze quali la contestuale cessione del veicolo e l'atteggiamento elusivo (cessione in contanti il giorno delle perquisizioni e presenza del terzo al confine)

  • art. 648 c.p.

    Richiamato come titolo di accusa relativo ai beni il cui possesso non risultava giustificato; la sproporzione tra beni e reddito ha supportato l'idoneità al sequestro

  • art. 324 c.p.p.

    Norma che disciplina le ordinanze in materia di sequestro preventivo; da essa discende la limitazione dell'impugnazione in Cassazione ai soli profili di violazione di legge

  • art. 325, comma 1 c.p.p.

    Stabilisce che il ricorso contro l'ordinanza ex art. 324 è ammesso soltanto per violazione di legge, condizionando l'ammissibilità dell'impugnazione in Cassazione

  • art. 606, lett. B e C, c.p.p.

    art. 606, lett. B e C, c.p.p.

    Indicano i motivi di ricorso in Cassazione relativi a errores in iudicando e errores in procedendo; la Corte richiede che le censure colgano vizi di diritto e non semplici divergenze di valutazione

  • Art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020

    art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020

    Richiamato in relazione al contraddittorio scritto previsto per il trattamento del ricorso in sede di riesame

  • Giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite)

    S.U. 13.2.2004; S.U. 28.5.2003

    Principio secondo cui il difetto di motivazione integra violazione di legge solo se la motivazione è del tutto assente o priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza

Massime di principio

  • I ricorsi contro ordinanze di sequestro ex art. 324 c.p.p. in Cassazione sono ammessi prevalentemente per vizio di diritto; non sono lo strumento per rimettere in discussione valutazioni di fatto del giudice di merito
  • La carenza di motivazione integra violazione di legge solo se manca del tutto o è priva dei minimi requisiti di chiarezza, coerenza e ragionevolezza: critiche di merito isolate sono inammissibili
  • Circostanze come la cessione immediata di beni contestati, il pagamento in contanti e la presenza del cessionario al confine possono essere valutate come indici di finalità elusiva rispetto a misure cautelari
  • La sproporzione tra valore dei beni e situazione reddituale dei destinatari costituisce elemento probatorio a favore del sequestro preventivo in assenza di documentazione giustificativa
  • Per opporsi efficacemente a un sequestro preventivo conviene focalizzarsi su vizi formali e di diritto (es. mancanza totale di motivazione, violazioni procedurali) o produrre elementi documentali che giustifichino il possesso dei beni, piuttosto che limitarsi a contestare la valutazione delle prove

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