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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30437/2022 del 02/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che li aveva dichiarati responsabili di traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies c.p.) e di reati correlati, contestando: 1) la nullita della declaratoria di inammissibilità della richiesta di applicazione della pena per presunta tardività, deducendo che il termine doveva decorrere dall'ultima notificazione al difensore Leonardo Lanucara, nominato nel procedimento di riesame; 2) l'incompatibilità del giudice che aveva deciso sulla richiesta di applicazione di pena, ritenendo che la stessa avrebbe dovuto determinare nullità del procedimento; 3) la carenza e travisamento delle prove in ordine alla responsabilità per molteplici episodi di sversamento e alla qualificazione giuridica delle condotte (anche ai sensi dell'art. 256 d.lgs. 152/2006); 4) l'illegittima qualificazione del trattamento di "ingente quantità" di rifiuti; 5) la confisca di automezzi della società, contestata come non provata per tutti i mezzi eccetto uno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi infondati. In sintesi: 1) la nomina del difensore nel procedimento di riesame non produce effetti nel procedimento principale; dunque la notificazione al dott. Lanucara non era rilevante ai fini del decorso del termine per la richiesta di applicazione della pena e la declaratoria di tardività è stata ritenuta corretta; 2) l'eventuale incompatibilità del giudice costituisce motivo di ricusazione e non genera, di per sé, nullità del giudizio: i ricorrenti non proposero ricusazione nei termini e non poterono trasformare la questione in causa di nullità; 3) i rilievi relativi alla valutazione del materiale probatorio e alla qualificazione delle condotte sono inammissibili in Cassazione quando mirano a una rivalutazione del merito: la Corte ha ritenuto la motivazione di merito analitica e razionale, idonea a sostenere le condanne, compresa la valutazione dell'organizzazione, del profitto e della quantità complessiva dei rifiuti; 4) la censura sulla confisca degli automezzi è stata dichiarata inammissibile per difetto di legittimazione e interesse, poiché i beni confiscati non erano di proprietà dei ricorrenti e non è stata allegata l'esistenza di un interesse concreto all'impugnazione. Conseguenza pratica: conferma delle condanne e delle statuizioni patrimoniali nei confronti dei ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 452 quaterdecies cod. pen.

    Il reato di traffico illecito di rifiuti può essere configurato sulla base della complessità e dell'organizzazione delle condotte e della quantità complessiva di rifiuti trattati. La Corte ha ritenuto provata l'esistenza di un'attività organizzata e continuativa con finalità di profitto, giustificando l'applicazione della norma.

  • art. 610 e art. 612 cod. pen.

    La Corte d'appello aveva originariamente contestato reati della rubrica 610 e poi qualificato alcuni fatti ai sensi dell'art. 612; la Cassazione non ha ritenuto errata la riconsiderazione operata in secondo grado e ha confermato che la ricostruzione delle condotte è compatibile con la fattispecie ritenuta.

  • artt. 446, 447, 458, 444, 448 cod. proc. pen.

    Norme sul procedimento per applicazione della pena (patteggiamento/concordato). La Corte ha richiamato che i termini per presentare la richiesta decorrono dalle notifiche valide nel procedimento principale e che la decisione di inammissibilità per tardività era corretta quando la nomina del difensore rilevava solo nel procedimento di riesame.

  • art. 178 e art. 177 cod. proc. pen.

    Articoli sulle nullità processuali: la Corte ha ribadito il principio di tassatività delle nullità e distinto tra incompatibilità del giudice (motivo di ricusazione) e cause di nullità tali da inficiare il giudizio; l'incompatibilità non è automaticamente causa di nullità.

  • art. 256 d.lgs. 152/2006

    Norma del codice ambientale richiamata dai ricorrenti per una diversa qualificazione delle condotte. La Corte d'appello ha escluso l'applicazione dell'art. 256 in favore di una qualificazione penale per attività organizzata, ritenendo provata l'organizzazione e la continuità delle condotte.

  • artt. 322, 322-bis, 538, 591 cod. proc. pen.

    Norme sulle impugnazioni cautelari e l'interesse ad agire: la Cassazione ha richiamato il principio secondo cui chi non è proprietario del bene confiscato può impugnare solo se allega e dimostra un interesse concreto alla restituzione; in mancanza, manca legittimazione e interesse.

  • Cost. artt. 3, 24, 25, 101, 111, 117 e art. 6 CEDU

    Richieste di incostituzionalità sollevate dai ricorrenti in relazione alle norme processuali: la Corte di legittimità non le ha esaminate nel merito, poiché la questione di incompatibilità non era stata tempestivamente dedotta mediante ricusazione e quindi non è stato possibile procedere all'analisi costituzionale.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore nel procedimento incidentale di riesame non produce effetti automatici nel procedimento principale: la notificazione rilevante è quella effettuata ai difensori del procedimento principale.
  • I termini processuali per la richiesta di applicazione della pena decorrono dalle notifiche valide nel procedimento principale; la mancata notificazione a un difensore nominato soltanto nel procedimento di riesame non sospende il termine.
  • L'incompatibilità del giudice è rimedio esercitabile mediante ricusazione; se la ricusazione non viene proposta nei termini, la carenza non si trasforma automaticamente in causa di nullità del giudizio.
  • In Cassazione è inammissibile proporre una rivalutazione del merito e delle prove; i rilievi che chiedono una nuova lettura degli elementi probatori sono generalmente respinti se la motivazione di merito è coerente e logica.
  • Per la configurazione dell'aggravante dell'"ingente quantità" nei reati ambientali si valuta il quantitativo complessivo e la ripetizione/organizzazione delle condotte, non solo l'entità dei singoli episodi.
  • Chi non è proprietario di beni sottoposti a sequestro o confisca può impugnare solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla restituzione; in assenza di tale allegazione la censura è inammissibile.

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