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Ordinanza

Ordinanza n. 294/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento con cui la Prefettura di -OMISSIS- ha disposto il rigetto della domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in quello per lavoro subordinato, presentata dal ricorrente in data 16 aprile 2025.

Giustizia amministrativa202600642

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio di conversione del permesso di soggiorno, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Con una precedente ordinanza il Tribunale aveva ordinato alla Prefettura di depositare il diniego, l’eventuale relata di notifica e tutti gli atti del procedimento, assegnando un termine di quindici giorni. L’Amministrazione si è costituita con atto di mera forma e ha depositato la documentazione soltanto il 16 maggio 2026. Nella memoria depositata nella stessa data ha inoltre eccepito la tardività del ricorso, assumendo che il provvedimento fosse stato comunicato tramite il portale SPI 2.0 il 21 dicembre 2025, mentre il ricorso era stato notificato il 27 marzo 2026.

La decisione

Il TAR non ha deciso la domanda cautelare. Ha rilevato che il deposito documentale dell’Amministrazione era tardivo sia rispetto al termine di quindici giorni fissato dalla precedente ordinanza istruttoria, sia rispetto al termine di due giorni liberi prima della camera di consiglio previsto dall’art. 55, comma 5, c.p.a. per il deposito della memoria. Poiché la tardività del deposito e l’eccezione di tardività del ricorso richiedevano di garantire alla parte ricorrente un adeguato contraddittorio e diritto di difesa, il Tribunale ha rinviato l’esame della domanda cautelare alla camera di consiglio del 3 giugno 2026, riservando ogni decisione.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    due giorni liberi prima dell’udienza camerale

    Il termine per il deposito della memoria cautelare deve essere rispettato; nel caso concreto il deposito dell’Amministrazione è stato ritenuto tardivo.

  • art. 55, comma 5, c.p.a.

    due giorni liberi prima dell’udienza camerale

    La disposizione è stata applicata per individuare il termine ultimo di deposito della memoria, anticipato al giorno anteriore non festivo quando il giorno di scadenza è festivo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione deposita documenti e memoria cautelare oltre il termine assegnato dal giudice e oltre il termine processuale previsto per la camera di consiglio, il giudice deve valutare le esigenze di contraddittorio e di difesa della controparte, potendo rinviare l’esame della domanda cautelare senza decidere immediatamente sul fumus e sul periculum.
  • Il termine di due giorni liberi anteriori alla camera di consiglio previsto per il deposito della memoria cautelare deve essere computato tenendo conto dell’anticipazione al giorno anteriore non festivo quando la scadenza cadrebbe in giorno festivo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareTermini del procedimentoPartecipazione procedimentale

Testo integrale

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