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Sentenza

Sentenza n. 1147/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’ACCERTAMENTO DELL’ILLEGITTIMITA’ e il conseguente ANNULLAMENTO del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da -OMISSIS- -OMISSIS- presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan ;

Giustizia amministrativa202513961

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto un ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull'istanza volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario presso l'Ambasciata italiana di Islamabad. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha documentato la fissazione di un appuntamento presso la competente sede diplomatica per la presentazione della domanda di visto. Il ricorrente ha aderito alla richiesta di declaratoria di improcedibilità per cessazione della materia del contendere, chiedendo tuttavia la refusione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'intervenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto integrassero il soddisfacimento della pretesa azionata. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., in conformità alla posizione concorde delle parti. Le spese di lite sono state compensate, valorizzando il comportamento operoso dell'amministrazione; è stata però posta a carico dell'amministrazione la restituzione al ricorrente delle somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione; nel caso concreto, l'attivazione del procedimento ha determinato il venir meno della materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto dal ricorrente soddisfa la pretesa azionata e consente di dichiarare cessata la materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone che, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotti un comportamento idoneo a realizzare integralmente il risultato sostanziale perseguito con l'azione contro il silenzio.
  • La condotta operosa dell'amministrazione, pur determinando la cessazione della materia del contendere, può giustificare la compensazione delle spese di lite, restando a carico dell'amministrazione la restituzione al ricorrente del contributo unificato quando tale statuizione sia adottata dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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