Sentenza del 03/06/2015 n. 165 - Comm. Trib. Prov. Arezzo
Ires - Soggetti passivi - Stabile organizzazione - Sede dell'amministrazione - Società italiana controllata da altra società con sede all'estero che amministra e gestisce la società italiana - Soggettività passiva ai fini fiscali di quest'ultima società - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa tesi della società è stata accolta: la sede dell'amministrazione è stata identificata con la sede effettiva, cioè con il luogo in cui vengono concretamente assunte ed eseguite le decisioni di amministrazione e direzione. Poiché tali attività erano svolte dalla società controllante estera, è stata esclusa la soggettività passiva ai fini fiscali della società italiana.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'individuazione della sede dell'amministrazione e della sede effettiva della società italiana. La società era integralmente posseduta da una capogruppo con sede all'estero, la quale ne amministrava, dirigeva e gestiva concretamente le attività. Poiché la sede dell'amministrazione coincide con il luogo in cui si svolgono effettivamente le attività di direzione e gestione dell'ente, si contestava che la società italiana fosse fiscalmente residente o comunque soggetta a imposizione in Italia. Assumeva rilievo anche l'esistenza di una convenzione contro le doppie imposizioni tra l'Italia e lo Stato estero della capogruppo.
Norme richiamate
Disciplina IRES sulla soggettività passiva e residenza fiscale delle società
La soggettività passiva e la residenza fiscale non dipendono soltanto dalla sede legale o dalla costituzione formale della società, ma anche dal luogo in cui si trova la sede effettiva dell'amministrazione.
Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Stato estero della capogruppo
La convenzione rileva per coordinare la potestà impositiva dei due Stati ed evitare che lo stesso soggetto sia assoggettato a imposizione concorrente. Nel caso descritto, il criterio della sede effettiva conduce a escludere la soggettività passiva fiscale in Italia.
Massime di principio
- Per stabilire la residenza fiscale di una società occorre verificare dove si svolge concretamente l'attività di amministrazione e direzione, non limitandosi alla sede legale o formale.
- La sede dell'amministrazione coincide con la sede effettiva: assumono rilievo il luogo delle decisioni strategiche, delle riunioni degli organi societari, della gestione finanziaria e dell'attività direttiva.
- Il fatto che una società sia costituita o formalmente localizzata in Italia non è, da solo, sufficiente a dimostrare la soggettività passiva italiana se la gestione effettiva è stabilmente esercitata dall'estero.
- La presenza di una società controllante estera non esclude automaticamente la residenza fiscale italiana della controllata: deve essere provato che la controllante svolga concretamente e stabilmente le funzioni di amministrazione e direzione.
- In presenza di una convenzione contro le doppie imposizioni, la residenza e la potestà impositiva devono essere valutate secondo i criteri convenzionali applicabili, oltre che secondo la normativa interna.
- La valutazione è sostanziale e fattuale: documenti societari, verbali, flussi decisionali, poteri degli amministratori e luogo effettivo della gestione possono risultare determinanti.
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