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Sentenza

Sentenza n. 419/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento dello Sportello Unico Attività Produttive della Comunità delle Colline tra Langa e Monferrato in data 14 aprile 2022, pratica SUAP n. 8/2022, prot. rif. n. 21/2022 del 17 gennaio 2022, notificato alla ricorrente in data 14 aprile 2022, con il quale è stato espresso il diniego rispetto all'istanza edilizia della Rossello Costruzioni S.r.l. in relazione al pertinente progetto di costruzione fabbricato ad uso produttivo/artigianale; nonché di ogni eventuale atto preparatorio, presupposto, conseguente e/o comunque collegato e/o connesso, allo stato non noto alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202200802

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dello Sportello Unico Attività Produttive del 14 aprile 2022 sull'istanza edilizia relativa alla costruzione di un fabbricato a uso produttivo/artigianale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente aveva impugnato il diniego adottato dallo Sportello Unico Attività Produttive in relazione al progetto di costruzione di un fabbricato a uso produttivo/artigianale, chiedendone l'annullamento insieme agli eventuali atti presupposti, preparatori, conseguenti o connessi. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse a seguito dell'espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, conformandosi alla dichiarazione resa dalla parte ricorrente. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio, secondo cui il ricorrente può disporre dell'azione sino a quando la causa è trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia. In assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice non può decidere il merito, procedere d'ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità. Le spese sono state compensate tra la ricorrente e il Comune di Costigliole D'Asti, in ragione della problematicità delle questioni all'origine della controversia; nulla è stato disposto sulle spese nei confronti degli altri soggetti intimati non costituiti.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nell'intestazione della sentenza in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita una specifica interpretazione.

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, impone al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, salvo repliche o diverse richieste delle controparti.
  • In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il giudice amministrativo non può decidere d'ufficio il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire quando quest'ultimo abbia dichiarato di non avere più interesse alla pronuncia.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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