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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34009/2024 del 06/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. denunciando un presunto "errore percettivo" della Corte di Cassazione nella valutazione delle prove. In particolare: (1) la Corte e la Corte d'appello non avrebbero adeguatamente considerato il profilo della "familiarità" con le voci per escludere l'identificazione vocale senza perizia fonica; (2) non sarebbe stata valutata correttamente la rilevante pronuncia di inattendibilità del soggetto Caputo Lucio emersa in un procedimento parallelo; (3) sarebbe stata travisata la rilevanza delle dichiarazioni del collaboratore Migliozzi, il quale avrebbe affermato che più persone venivano chiamate con lo stesso soprannome "o nano", mettendo in dubbio l'identificazione di Maugeri; (4) si censura infine il rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria per una perizia fonica.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili: ha ritenuto che le doglianze attengano a valutazioni di merito e a errori di giudizio sulla motivazione e sulla valutazione delle prove dichiarative, non riconducibili a un errore materiale o percettivo rimediabile con il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sul limite dello strumento (solo errori materiali o di fatto/percezione) e ha escluso che possa essere usato per ottenere un riesame delle valutazioni probatorie. Per legge (art. 616 c.p.p.) ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, ritenendo sussistenti profili di colpa nel ricorso, li ha condannati a versare in favore della cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Lo strumento del ricorso straordinario è limitato agli errori materiali o di fatto (errori percettivi) nella pronuncia di legittimità; non può essere usato per impugnare valutazioni di merito o ragionamenti logico-giuridici della Corte di cassazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede gli effetti della declaratoria di inammissibilità, con condanna alle spese processuali e facoltà di condanna alla cassa delle ammende in presenza di colpa nel ricorso.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma aggravante relativa all'aver commesso i reati avvalendosi delle condizioni tipiche dell'associazione di tipo mafioso; richiamata nella motivazione di condanna di merito.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 5, n. 29240/2018; Sez. 3, n. 11172/2023)

    Ripercorsi i principi consolidati: il ricorso straordinario non può trasformarsi in un quarto grado di giudizio; l'errore deducibile deve essere materiale o una svista percettiva sugli atti interni, non un diverso apprezzamento delle prove o un vizio del ragionamento.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori materiali o di percezione nella decisione di legittimità; le critiche alla motivazione o alla valutazione delle prove ricadono nella sfera del merito e sono inammissibili con questo rimedio.
  • La valutazione dell'attendibilità dei collaboratori di giustizia e delle dichiarazioni testimoniali è prerogativa del giudice del merito; contestazioni su tale valutazione non possono essere trasformate in presunti "errori percettivi" per ammettere il ricorso straordinario.
  • Per ottenere l'ammissione di nuove attività istruttorie (es. perizia fonica) occorre dimostrare che l'assenza di tali accertamenti abbia determinato un errore percettibile e materiale nella decisione, non solo prospettare una diversa valutazione possibile dei risultati già acquisiti.
  • L'uso improprio o dilatorio del ricorso straordinario può comportare la condanna alle spese e l'applicazione di ammende; i difensori devono valutare attentamente se i vizi denunciati rientrino effettivamente nella categoria degli errori percettivi/materiali.

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