Sentenza n. 985/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'annullamento - del provvedimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. n. 31720 del 17.07.2024, a mezzo del quale l’Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Romania, rigettando l’istanza presentata in riferimento al percorso di abilitazione su classe di concorso; - nonché di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso, anche non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di riconoscimento della formazione professionale conseguita in Romania ai fini dell'abilitazione per una classe di concorso
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 17 luglio 2024 con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito aveva rigettato l'istanza di riconoscimento del titolo o percorso di formazione professionale conseguito in Romania, riferito a una classe di concorso. In corso di giudizio, il TAR aveva accolto la domanda cautelare. Successivamente, il Ministero ha adottato, in data 30 aprile 2025, un nuovo provvedimento con cui ha riesaminato l'istanza, anche alla luce della documentazione prodotta in giudizio, ha comparato il percorso formativo con la disciplina nazionale e ha riconosciuto il titolo subordinatamente al superamento di misure compensative ai sensi dell'art. 22 d.lgs. n. 206/2007. Il Collegio ha prospettato alle parti la possibile improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Il ricorrente non ha depositato osservazioni né ha impugnato il nuovo provvedimento con motivi aggiunti; il Ministero ha chiesto la declaratoria di improcedibilità.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il nuovo provvedimento ministeriale ha sostituito integralmente quello impugnato, avendo riesaminato la medesima istanza e adottato una nuova determinazione sul riconoscimento del titolo, sia pure subordinandolo al superamento di misure compensative. In assenza di impugnazione del nuovo atto mediante motivi aggiunti, il ricorrente non avrebbe potuto conseguire alcuna utilità concreta e attuale da una pronuncia sul precedente diniego, ormai sostituito. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti, in considerazione dell'andamento complessivo della vicenda.
Norme richiamate
art. 22 d.lgs. n. 206/2007
Il nuovo provvedimento ministeriale ha subordinato il riconoscimento della formazione professionale conseguita all'estero al superamento di misure compensative, a seguito della comparazione del percorso formativo con la disciplina nazionale.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento unitamente all'art. 35 c.p.a. per la definizione della controversia.
Massime di principio
- Il ricorso contro un provvedimento amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando l'amministrazione, nel corso del giudizio, adotta un nuovo provvedimento che sostituisce integralmente quello impugnato e il ricorrente non dimostra di poter conseguire una concreta e attuale utilità dalla decisione sul precedente atto.
- Quando il nuovo provvedimento amministrativo sostitutivo non viene impugnato mediante motivi aggiunti, il giudice non può esaminare nel merito le censure riferite al precedente provvedimento, ormai privo di autonoma efficacia lesiva.
- Il riesame dell'istanza amministrativa effettuato dall'amministrazione anche alla luce della documentazione prodotta in giudizio può determinare la sostituzione dell'atto originariamente impugnato e la conseguente sopravvenuta carenza di interesse al ricorso, anche se il nuovo provvedimento non soddisfa integralmente la pretesa del privato.
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