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Sentenza

Sentenza del 10/07/2017 n. 1743 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Dogane - Valore imponibile dei beni importati ai fini Iva - Royalties non incluse nell'imponibile - Solo se dall'accordo negoziale risulta l'interesse del fornitore ad esercitare il controllo di qualità allo scopo di evitare contraffazioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la determinazione del valore imponibile ai fini IVA delle merci importate e, in particolare, l'inclusione delle royalties corrisposte in relazione ai prodotti importati. Il principio indicato è che tali royalties non devono essere incluse automaticamente nell'imponibile doganale: la loro esclusione è giustificata quando dall'accordo negoziale emerge che il fornitore esercita un controllo di qualità sui prodotti per prevenire la contraffazione del proprio marchio, anziché perseguire finalità idonee a incidere o distorcere i traffici commerciali.

La decisione

La pretesa di includere le royalties nell'imponibile IVA doganale non è stata ritenuta fondata nella situazione descritta. Le royalties possono essere escluse dal valore imponibile quando il loro pagamento è collegato a un controllo qualitativo finalizzato alla tutela del marchio e alla prevenzione della contraffazione, senza che emerga un interesse del fornitore a condizionare commercialmente le importazioni o a realizzare distorsioni dei traffici.

Norme richiamate

  • Normativa doganale e IVA sul valore delle merci importate

    Il valore imponibile delle merci importate deve comprendere gli elementi economicamente collegati all'importazione secondo le regole doganali, ma le royalties non sono automaticamente imponibili. Occorre verificare concretamente il contenuto dell'accordo e il rapporto tra il pagamento delle royalties, il fornitore e le merci importate.

Massime di principio

  • Le royalties relative a merci importate devono essere valutate caso per caso: non basta che siano collegate al marchio o ai prodotti per includerle automaticamente nel valore doganale.
  • Se il contratto dimostra che il fornitore controlla la qualità esclusivamente per prevenire contraffazioni o tutelare il proprio marchio, le royalties possono non costituire parte dell'imponibile IVA doganale.
  • L'Amministrazione deve verificare la reale funzione economica delle royalties e non può fondarsi soltanto sulla loro denominazione o sul loro pagamento nell'ambito della stessa operazione commerciale.
  • L'inclusione nel valore imponibile è più probabile quando il pagamento delle royalties rappresenta una condizione della vendita, remunera un vantaggio collegato direttamente alle merci importate o consente al fornitore di influenzare i traffici commerciali.
  • È opportuno conservare contratti, clausole sul controllo qualità, documentazione sui controlli effettuati e ogni elemento utile a dimostrare che le royalties hanno finalità anticontraffazione e non costituiscono un corrispettivo occulto della vendita o dell'importazione.

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