Parere n. 258/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor -OMISSIS- contro il Ministero dell’interno per l’annullamento del provvedimento k10/405075 del 4 dicembre 2018 di diniego della concessione della cittadinanza italiana.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione del provvedimento ministeriale del 4 dicembre 2018 di diniego della concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992.
Esito
La questione giuridica
Il ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana, deducendo che il reato posto a fondamento del provvedimento sarebbe stato depenalizzato, che il procedimento penale sarebbe stato archiviato e che egli sarebbe pienamente integrato nella comunità nazionale, anche in ragione dell’attività lavorativa regolarmente svolta. Il Ministero dell’interno ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per difetto di specificità dei motivi e ne ha chiesto, nel merito, il rigetto. In via preliminare, la Sezione deve verificare la ricevibilità del ricorso straordinario rispetto al termine di impugnazione: il provvedimento è stato notificato il 7 giugno 2019, mentre il ricorso risulta pervenuto alla Presidenza della Repubblica il 10 ottobre 2019. Poiché non sono note le modalità di presentazione del ricorso, occorre acquisire la prova della tempestività della sua notificazione.
Il parere
La Sezione non decide né sulla ricevibilità né sul merito del ricorso. Rileva che la data del 10 ottobre 2019, ove fosse considerata quale data rilevante per la presentazione del ricorso, potrebbe determinarne la tardività rispetto alla notificazione del provvedimento del 7 giugno 2019. Tuttavia, non essendo documentate le modalità di presentazione del ricorso, dispone un supplemento istruttorio. Il ricorrente e il Ministero dell’interno sono invitati a trasmettere, entro dieci giorni dalla comunicazione del parere, ogni prova disponibile della notificazione del ricorso straordinario e della relativa tempestività. In caso di mancato ingiustificato adempimento, l’affare sarà fissato per la decisione sulla base degli atti disponibili. La trattazione è rinviata a un’adunanza da fissarsi nel secondo trimestre del 2026.
Osservazioni
Ricevibilità e tempestività del ricorso
La Sezione rileva che il provvedimento impugnato è stato notificato il 7 giugno 2019 e che il ricorso straordinario è pervenuto alla Presidenza della Repubblica il 10 ottobre 2019. Poiché non risultano note le modalità di presentazione, non è ancora possibile stabilire se il ricorso sia stato notificato tempestivamente. Il ricorrente, sul quale grava l’onere di provare la tempestività, e il Ministero dell’interno devono trasmettere entro dieci giorni la documentazione disponibile relativa alla notificazione del ricorso.
Norme richiamate
art. 9, comma 1, lettera f), legge 5 febbraio 1992, n. 91
La disposizione è indicata quale base normativa dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana, ma il parere interlocutorio non affronta il merito dei presupposti sostanziali della concessione.
art. 52, commi 1 e 2, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196
È richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare il ricorrente.
art. 10 del Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, unitamente all’art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità dell’interessato mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario, quando la tempestività dell’impugnazione dipende dalle modalità concrete di presentazione o notificazione del ricorso, il Consiglio di Stato può disporre un supplemento istruttorio prima di pronunciarsi sulla ricevibilità.
- L’onere di provare la tempestività della notificazione del ricorso straordinario rispetto alla notificazione dell’atto impugnato grava sul ricorrente.
- La mera conoscenza della data di ricezione del ricorso presso la Presidenza della Repubblica non consente di stabilire, senza l’accertamento delle modalità di presentazione, se il ricorso sia tempestivo o tardivo.
- Quando dispone un incombente istruttorio, la Sezione può rinviare la trattazione e avvertire che, in caso di mancato adempimento ingiustificato, l’affare sarà deciso sulla base della documentazione già presente nel fascicolo.
Diniego della cittadinanza italiana e ricorso straordinario
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un cittadino del Regno del Marocco contro il Ministero dell’interno, per l’annullamento del provvedimento del 4 dicembre 2018 con cui è stata respinta l’istanza di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettera f), della legge 5 febbraio 1992, n. 91.
Premesse e motivi del ricorso
Il diniego ministeriale era fondato sulla rilevata esistenza di un precedente penale e di un precedente di polizia. Il ricorrente ha dedotto che il reato oggetto della condanna sarebbe stato depenalizzato, che il procedimento penale sarebbe stato archiviato e che egli sarebbe pienamente integrato nella comunità nazionale, anche in ragione dell’attività lavorativa regolarmente svolta.
Il Ministero dell’interno ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per difetto di specificità dei motivi e, in subordine, ne ha chiesto il rigetto.
Questione preliminare sulla ricevibilità
La Sezione rileva che il provvedimento impugnato è stato notificato al ricorrente il 7 giugno 2019. Il ricorso straordinario risulta invece pervenuto alla Presidenza della Repubblica il 10 ottobre 2019.
La sola data di ricezione presso la Presidenza della Repubblica non consente, tuttavia, di stabilire la tempestività dell’impugnazione, poiché non sono note le modalità con cui il ricorso è stato presentato. Se alla data del 10 ottobre 2019 fosse attribuita rilevanza ai fini della verifica del termine, la ricevibilità del ricorso dovrebbe essere esclusa; occorre però prima accertare quando e con quali modalità il ricorso sia stato notificato.
Incombente istruttorio
La Sezione dispone che il ricorrente e il Ministero dell’interno trasmettano, entro dieci giorni dalla comunicazione del parere, l’eventuale prova della notificazione del ricorso straordinario e della sua tempestività rispetto alla notificazione del provvedimento impugnato.
L’onere di provare la tempestività della notificazione grava sul ricorrente. Il parere avverte che, in caso di mancato ingiustificato adempimento, l’affare sarà fissato per la decisione e potrà essere definito sulla base della documentazione già presente nel fascicolo.
Esito del parere
La Sezione rende un parere interlocutorio: ogni decisione sulla ricevibilità, sull’eventuale inammissibilità e sul merito è espressamente riservata, anche in relazione a possibili ulteriori approfondimenti istruttori. La trattazione è rinviata a un’adunanza da fissarsi nel secondo trimestre del 2026.
Il parere dispone inoltre la trasmissione dell’atto al Ministero dell’interno e al ricorrente e l’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare quest’ultimo, ai sensi dell’art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e dell’art. 10 del Regolamento (UE) 2016/679.
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