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Sentenza

Sentenza del 01/10/2018 n. 2290 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Imposte sui redditi - accertamento - studi di settore - contraddittorio endoprocedimentale - diritto del contribuente - violazione - nullità dell'atto - consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente ha contestato la legittimità dell'accertamento fondato sugli studi di settore e sulle risposte rese a questionari, sostenendo che l'atto fosse stato emesso senza un effettivo contraddittorio endoprocedimentale. La semplice richiesta di compilare questionari non è stata ritenuta sufficiente a garantire il diritto di partecipazione, soprattutto perché il contribuente aveva fornito elementi concreti idonei a spiegare lo scostamento dai risultati degli studi: una grave malattia personale e le dimissioni di un dipendente, circostanze che avevano inciso negativamente sulla redditività dell'attività e reso inattendibili, nel caso concreto, le risultanze standardizzate.

La decisione

L'atto impositivo è stato ritenuto nullo perché fondato sugli studi di settore senza che fosse stato instaurato un contraddittorio procedimentale effettivo. Il contraddittorio avrebbe dovuto consentire al contribuente di esporre le proprie ragioni e all'Amministrazione di valutarle concretamente prima dell'emissione dell'accertamento. La sola somministrazione di questionari non è stata considerata sufficiente. È stata inoltre esclusa la natura meramente defatigante del contraddittorio, poiché le circostanze documentate dal contribuente avrebbero potuto convincere l'ufficio della genuinità della dichiarazione.

Norme richiamate

  • Studi di settore

    Le risultanze degli studi di settore costituiscono elementi standardizzati di ricostruzione dei ricavi o compensi e non possono essere applicate automaticamente senza consentire al contribuente di fornire spiegazioni specifiche sulla propria situazione concreta.

  • Principio del contraddittorio endoprocedimentale

    Nessuna citazione normativa espressa nel testo

    Prima dell'emissione dell'atto fondato sugli studi di settore, l'Amministrazione deve instaurare un contraddittorio effettivo, distinto dalla mera richiesta di compilazione o restituzione di questionari, e deve valutare le osservazioni e la documentazione prodotte dal contribuente.

Massime di principio

  • Quando l'accertamento si basa su strumenti standardizzati come gli studi di settore, il contribuente deve poter spiegare le anomalie derivanti dalla propria situazione individuale prima dell'emissione dell'atto.
  • La trasmissione di questionari o la richiesta di documenti non equivale, di per sé, a un contraddittorio effettivo: l'ufficio deve consentire un confronto reale e valutare concretamente le risposte ricevute.
  • Circostanze personali o aziendali documentate, come malattia, riduzione della forza lavoro, dimissioni di dipendenti o altri eventi straordinari, possono rendere inattendibili le risultanze degli studi di settore per il singolo periodo d'imposta.
  • La violazione del contraddittorio può determinare la nullità dell'atto quando il contribuente dimostri che il confronto avrebbe potuto incidere sul contenuto dell'accertamento e non sarebbe stato meramente formale o dilatorio.
  • L'Amministrazione non può limitarsi ad applicare il risultato dello studio di settore in modo automatico, ma deve motivare l'accertamento considerando gli elementi concreti forniti dal contribuente.

Testo integrale

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