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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46074/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma in appello della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale contestata come amministratore di fatto della HQL fallita. I motivi riguardavano: 1) la presunta assenza di prova della distrazione delle rimanenze di magazzino e l'omessa acquisizione di una perizia estimativa; 2) la qualificazione e la rilevanza del contratto di fitto d'azienda onerato da canone esiguo e dai versamenti effettivi successivi; 3) il riscatto di macchinari da parte dell'amministratore di diritto (Zambrano) e la presunta falsificazione di fatture, nonché la richiesta di riconoscimento dell'attenuante della cosiddetta bancarotta riparata (art. 219 legge fallimentare). La difesa sosteneva alternative qualificazioni giuridiche (false comunicazioni sociali) e giustificazioni economico-fiscali per le singole operazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha in gran parte respinto il ricorso. Ha confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale (artt. 216 e 223 n.1 legge fallimentare) in relazione alla distrazione delle rimanenze di magazzino e al fitto di ramo d'azienda ad un canone incongruo, ritenendo fondate e coerenti le argomentazioni della corte territoriale su valutazione del patrimonio, tempistiche e funzione economica delle operazioni. Ha escluso l'obbligo di disporre la perizia richieste dalla difesa, ritenendola superflua o tecnicamente impraticabile e ribadendo i limiti del sindacato di legittimità su valutazioni di merito. Ha però parzialmente accolto il ricorso con riguardo ai riscatti dei macchinari: la sentenza è stata annullata e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo esame sul punto, atteso che la corte territoriale non ha sufficientemente valutato il contesto cronologico e le condizioni economiche della società rispetto a quelle singole operazioni. Il riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 219 legge fallimentare è stato invece ritenuto inammissibile, poiché la corte territoriale aveva motivatamente ritenuto il depauperamento complessivo del patrimonio.

Norme richiamate

  • legge fallimentare, art. 216

    Rilevato che la sottrazione di beni dal patrimonio societario integra il fatto distrattivo tipico della bancarotta fraudolenta patrimoniale; il trasferimento di beni o il fitto a canone incongruo può costituire tale sottrazione

  • legge fallimentare, art. 223 n.1

    Richiamata come norma sussidiaria alla configurazione della bancarotta fraudolenta patrimoniale contestata al capo A

  • legge fallimentare, art. 219

    La circostanza attenuante della cosiddetta bancarotta riparata richiede che l'amministratore provi la corrispondenza tra i versamenti e gli atti distrattivi; non è stata riconosciuta perché il depauperamento complessivo del patrimonio era stato accertato

  • codice penale, art. 648-ter (autoriciclaggio)

    Norma indicata nel capo d'imputazione originario ma non mantenuta come titolo di condanna in appello per il ricorrente

  • codice civile, art. 2621 (false comunicazioni sociali)

    Richiamata dalla difesa come possibile qualificazione alternativa; la Corte non ha ritenuto sussistente tale qualificazione rispetto agli atti distrattivi accertati

  • codice di procedura penale, art. 533

    Citato dalla difesa per lamentare vuoto motivazionale e omissione nella formazione della prova; la Corte ha ritenuto che la motivazione della corte territoriale fosse adeguata

  • codice di procedura penale, art. 606, lett. d

    Richiamato in relazione all'omessa assunzione di prova decisiva; la Corte ha precisato i limiti di tale censura in cassazione e che l'art. 606 lett. d si applica a prove sopravvenute

  • codice civile, art. 2740

    Richiamato per chiarire che l'imprenditore può destinare beni a usi diversi ma resta obbligato alla conservazione del valore complessivo del patrimonio a garanzia dei creditori

Massime di principio

  • La Cassazione non sindaca in modo estensivo le valutazioni di fatto della corte d'appello: le stime del curatore e le valutazioni sulla tenuta patrimoniale trovano ampia rilevanza e sono difficilmente modificabili in sede di legittimità se logiche e coerenti
  • Il fitto o il trasferimento di ramo d'azienda a canoni o condizioni incongrue può integrare bancarotta fraudolenta patrimoniale ogniqualvolta l'operazione esaurisca il compendio aziendale e impedisca la prosecuzione dell'attività senza garantire il ripiano del debito
  • La richiesta di perizia estimativa non è automaticamente dovuta: se il curatore ha effettuato una verifica diretta e le condizioni materiali dei beni rendono impraticabile una stima retrospettiva, il giudice può ritenere non necessario il supplemento istruttorio
  • La nozione di 'bancarotta riparata' presuppone che l'amministratore provi compiutamente la corrispondenza tra i versamenti e gli atti distrattivi; l'onere della prova grava sull'amministratore che invoca la riparazione
  • Il giudizio sulla pericolosità e sull'offensività degli atti dispositivi è sensibile al fattore temporale: atti posti in epoca prossima alla crisi/insolvenza sono più facilmente qualificabili come depauperativi rispetto ad atti lontani nel tempo, per i quali occorre un esame ex ante della situazione economica
  • L'attenuante prevista dall'art. 219 legge fallimentare è limitata e non può essere riconosciuta se la valutazione complessiva dimostra un depauperamento del patrimonio; non si applica solo per singole operazioni qualora il quadro complessivo resti lesivo
  • In cassazione i vizi di motivazione devono emergere come manifesta illogicità o contraddittorietà; la mera proposta di una lettura alternativa dei fatti non è sufficiente per ottenere l'annullamento

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