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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31895/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Milano che, in parziale accoglimento dell'appello di Tropea, aveva ridotto la pena ma confermato le condanne per: A) tentato incendio della pizzeria di Atraoui Azzdine, mediante lancio del contenuto di una tanica (riconosciuta dai presenti come benzina) verso il forno acceso, con ferimento di una dipendente e alcuni avventori; contestata aggravante per edificio ad uso pubblico e recidiva reiterata; B) incendio di un'autovettura Fiat 500 di Miculi Agostin, versando benzina e dando fuoco. In cassazione Tropea deduceva: 1) vizio di motivazione e violazione di legge rispetto alla configurazione del tentativo di incendio (sosteneva che non si era verificato alcun incendio e che non era provato che il liquido fosse benzina); 2) violazione di legge e omissione di motivazione rispetto all'aggravante di cui all'art. 425 n.1 cod. pen. (sosteneva che in una pizzeria l'aggravante non doveva applicarsi) e mancata pronuncia della Corte su questo punto; 3) vizio di motivazione sulla responsabilità relativa al capo B) per eccessiva fiducia nelle dichiarazioni del teste Alexandru Marangoci.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso come infondato. Ha confermato la valutazione dei giudici di merito circa la sussistenza del reato di tentato incendio (sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi: volontà di cagionare l'incendio, condotta idonea e forno acceso) e la responsabilità per l'incendio dell'autovettura, ritenendo che la censura mirasse a una rivalutazione dei fatti già compiuta correttamente in primo e secondo grado. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché la questione non era stata oggetto di gravame in appello e i motivi di appello non erano stati allegati al ricorso (violazione del principio di autosufficienza). Il terzo motivo è stato ritenuto inconferente in quanto la Corte d'appello aveva motivato l'utilizzo delle dichiarazioni nel rito abbreviato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Richiamato per la disciplina del tentativo: indica che la condotta interrotta resta tentativo quando l'agente non realizza l'evento per cause indipendenti dalla sua volontà.

  • art. 423 cod. pen.

    Norma penale richiamata per il reato di incendio; la Corte ha ritenuto configurabile il tentativo di incendio in presenza di condotta idonea e volontà di cagionare un incendio di non lievi proporzioni.

  • art. 425 n.1 cod. pen.

    Aggravante per aver commesso il fatto su un edificio destinato a uso pubblico; la Corte ha applicato e valutato la rilevanza dell'aggravante in relazione ai fatti ascritti.

  • art. 424 cod. pen.

    Richiamato in relazione al reato di incendio doloso dell'autovettura (o condotta di incendio con pericolo).

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti di deduzione del ricorso (il ricorso è stato predisposto nei limiti degli artt. processuali richiamati).

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Motivi di impugnazione per cassazione: violazione di legge e vizio di motivazione; la Corte ha valutato tali censure e ne ha escluso il rilievo ove approssimassero una rivalutazione di merito o fossero inammissibili.

  • art. 350, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma sul riesame delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria: in rito abbreviato le dichiarazioni spontanee rese dal coimputato possono essere utilizzate, come ritenuto dalla Corte, con le cautele e limiti propri dell'istruttoria.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte.

  • art. 23 d.l. n. 137 del 2020

    Riferimento formale alla presentazione della requisitoria scritta del Pubblico ministero ai sensi della norma emergenziale; nel caso il PM aveva chiesto annullamento parziale limitatamente all'aggravante e rimessione per rideterminazione della pena.

Massime di principio

  • In presenza di sentenze di merito conformi ('doppia conforme'), la Cassazione non procede a una libera rivalutazione della prova: il travisamento deve emergere in modo manifesto e riguardare una prova decisiva per ottenere accoglimento.
  • Il tentativo di incendio si configura anche se l'incendio non si è verificato, purché sia provato che l'agente abbia voluto e posto in essere una condotta idonea a provocarlo (es. gettare benzina verso un forno acceso) e che la volontà fosse diretta a cagionare un fuoco di non lievi proporzioni.
  • Le aggravanti basate sulla destinazione dell'immobile (es. edificio ad uso pubblico) devono essere tempestivamente dedotte e valorizzate nei motivi di gravame; questioni nuove e non sollevate in appello sono in genere inammissibili in cassazione.
  • Nel rito abbreviato è possibile utilizzare le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria da terzi/coimputati, con le cautele giuridiche previste; la loro utilizzabilità può legittimare una condanna se valutate complessivamente e congruamente dai giudici di merito.
  • Chi propone ricorso in cassazione deve rispettare il principio di autosufficienza: allegare e specificare i motivi di appello quando necessari, pena l'inammissibilità delle questioni non previamente sottoposte al giudice di merito.
  • Se il ricorso viene respinto, il ricorrente è tenuto alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; la prospettiva di riforma richiede prova manifesta di travisamento o violazione di legge rilevante.

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