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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17032/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Biagini impugna la condanna per inosservanza dell'ordinanza sindacale n.203 del 24/07/2017 (notificata il 13/09/2017). Con il primo motivo deduce che l'ordinanza era finalizzata alla tutela della privata incolumità dei confinanti (Rizzo-Russo) e non della collettività, quindi non integra il reato di cui all'art. 650 c.p. (richiama anche artt. 4 e 5 legge 20/03/1865, n.2248, all. E). Con il secondo motivo censura la contraddizione tra la motivazione di merito (che parla di tutela della pubblica incolumità) e il contenuto dell'ordinanza (che indica espressamente tutela della privata incolumità). Con il terzo motivo, in subordine, deduce vizio di motivazione e travisamento della prova per l'imprecisione dell'ordinanza rispetto agli obblighi di messa in sicurezza, lamentando la natura indeterminata della norma penale in bianco invocata a fondamento della condotta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondati i primi due motivi (assorbenti il terzo) e ha affermato il principio per cui la contravvenzione di inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità (art. 650 c.p.) è configurabile solo quando il provvedimento sia adottato nell'interesse della collettività. Dalla lettura dell'ordinanza n.203 emergeva che la finalità era la tutela della "privata incolumità nei confronti dei confinanti Rizzo-Russo"; ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna perché il fatto non sussiste.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 650 c.p. nel senso che la contravvenzione per inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità richiede che il provvedimento sia stato emanato nell'interesse della collettività; non è applicabile per provvedimenti adottati esclusivamente a tutela di interessi privati.

  • legge 20 marzo 1865, n.2248, all. E

    Citata in ricorso come richiamo normativo collegato alle misure di sicurezza su immobili, ma nel provvedimento della Cassazione non è svolta un'interpretazione autonoma diversa da quella relativa all'ambito di applicazione dell'art. 650 c.p.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n.137 (disciplina trattazione scritta)

    Richiamato per la disciplina procedurale della trattazione scritta del procedimento; non incide sul merito sostanziale della questione di diritto.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 46004 del 21/10/2014 (Lepore e altri)

    Precedente richiamato e confermativo del principio che l'inosservanza di un provvedimento riguardante situazioni di pericolo interne ad aree private non integra automaticamente il reato di cui all'art. 650 c.p.; la valutazione sulla natura pubblica o privata dell'interesse è determinante.

Massime di principio

  • La fattispecie di cui all'art. 650 c.p. richiede che il provvedimento violato sia diretto a tutela dell'interesse pubblico/collettivo; misure rivolte esclusivamente a proteggere privati confinanti non integrano di per sé il reato.
  • Il giudice deve esaminare il contenuto e le finalità del provvedimento amministrativo impugnato: se l'atto esplicita tutela di interessi privati, l'inosservanza non determina automaticamente responsabilità penale per inosservanza di provvedimenti dell'Autorità.
  • Contraddizioni tra la motivazione della sentenza e il testo dell'atto amministrativo (es. richiamo alla pubblica incolumità quando l'atto parla di privata incolumità) possono essere decisive e giustificare l'annullamento della condanna.
  • Se l'ordinanza è vaga o non individua con sufficiente precisione l'obbligo posto a carico del destinatario, può sussistere il vizio di indeterminatezza (norma penale in bianco) che porta all'esclusione della responsabilità penale; tuttavia, nel caso esaminato questo profilo è stato assorbito dalla statuizione sull'interesse pubblico/privato.
  • In situazioni analoghe è preferibile valutare percorsi amministrativi o civili (es. obblighi di ripristino o risarcimento) quando il provvedimento tutela interessi privati, riservando la sfera penale a provvedimenti con finalità di tutela collettiva.

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