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Sentenza

Sentenza n. 35/2026 - Potenza, Sezione 1

per l'annullamento - del silenzio serbato dal Comune di Irsina sull'istanza di rilascio del certificato di destinazione urbanistica presentata in data 25 luglio 2024, relativa ai terreni interessati dal progetto eolico "Santa Cecilia", e per la conseguente condanna dell'Amministrazione al rilascio del predetto certificato.

Giustizia amministrativa202500366

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata - Potenza, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Irsina sull'istanza di rilascio del certificato di destinazione urbanistica relativa ai terreni interessati dal progetto eolico "Santa Cecilia"

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il silenzio serbato dal Comune di Irsina sull'istanza di rilascio del certificato di destinazione urbanistica presentata il 25 luglio 2024, chiedendo l'annullamento dell'inerzia e la condanna dell'amministrazione al rilascio della certificazione. Nel corso del giudizio, il Comune ha rilasciato il certificato in data 14 ottobre 2025. La ricorrente ha quindi dichiarato, con atto depositato il 29 dicembre 2025, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'amministrazione ha adottato il provvedimento richiesto durante il giudizio e la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo, applicabile anche al processo amministrativo. Quanto alle spese, ha applicato il criterio della soccombenza virtuale: il superamento dell'inerzia è avvenuto dopo il deposito del ricorso, sicché il Comune è stato ritenuto virtualmente soccombente e condannato a rifondere alla ricorrente 1.000 euro, oltre accessori di legge se dovuti. La Regione Basilicata, non costituita, non è stata destinataria di statuizioni.

Norme richiamate

  • Principio dispositivo nel processo amministrativo

    La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, conseguente al rilascio del provvedimento richiesto, giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • Soccombenza virtuale

    Quando l'amministrazione supera l'inerzia dopo la proposizione del ricorso, la regolazione delle spese può essere effettuata considerando quale parte sarebbe risultata soccombente nella controversia, con condanna dell'amministrazione al rimborso delle spese.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione, durante il giudizio, del provvedimento richiesto con un'azione avverso il silenzio determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente dichiari di non avere più interesse alla decisione.
  • Nel processo amministrativo trova applicazione il principio dispositivo, sicché la dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, conseguente al soddisfacimento della pretesa durante il giudizio, consente al giudice di definire il ricorso per improcedibilità.
  • Se l'amministrazione supera l'inerzia dopo il deposito del ricorso, le spese di lite possono essere poste a suo carico sulla base della soccombenza virtuale, anche quando il ricorso viene dichiarato improcedibile.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimento

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