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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04784/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Con sentenza del Tribunale di Ragusa era stata applicata all'imputata, ai sensi dell'art. 444 c.p.p., la pena concordata di un anno e dieci mesi di reclusione ed euro 1.400 di multa per appropriazione indebita continuata, perché si era appropriata di prestazioni pensionistiche accreditate dopo la morte dell'intestataria su un deposito a risparmio a lei delegato. La ricorrente ha proposto un unico motivo per cassazione deducendo violazione o erronea applicazione della legge penale, sostenendo che la condotta non sarebbe stata correttamente qualificata ex art. 646 c.p., anche perché le somme accreditate non sarebbero appartenute all'INPS, ma alla banca depositaria.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che, nel giudizio di patteggiamento, il ricorso per cassazione per erronea qualificazione giuridica del fatto è ammissibile solo nei casi di errore manifesto, cioè palesemente eccentrico rispetto al capo di imputazione e immediatamente percepibile. Nel caso concreto, la qualificazione giuridica non era affatto eccentrica, ma corretta, poiché il soggetto delegato che oltrepassi i limiti della procura disponendo ultra vires delle somme depositate risponde di appropriazione indebita e non di furto aggravato. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 c.p.p.

    richiamato come base del patteggiamento, su concorde richiesta delle parti

  • art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

    consente il ricorso per cassazione per erronea qualificazione giuridica del fatto solo in caso di errore manifesto

  • art. 646 c.p.

    norma incriminatrice ritenuta correttamente applicata alla condotta del soggetto delegato che si appropria delle somme oltre i limiti della procura

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito dell'inammissibilità

  • Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    richiamata in tema di condanna alla somma in favore della cassa delle ammende in mancanza di ragioni per escludere la colpa nella causa di inammissibilità

Massime di principio

  • Nel patteggiamento, il ricorso per cassazione contro la qualificazione giuridica del fatto è ammissibile solo se l'errore è manifesto, ossia immediatamente percepibile e privo di margini di opinabilità rispetto al capo di imputazione.
  • Non è ammissibile il ricorso che deduca una violazione di legge in modo generico o non autosufficiente, quando la pretesa erroneità della qualificazione non emerga con immediatezza dal testo dell'imputazione e della motivazione.
  • Chi sia legittimato ad operare su un conto o deposito altrui in forza di delega o procura e disponga delle somme ultra vires risponde di appropriazione indebita, anche se le somme non derivino da un mandato e non siano soggette a vincoli di destinazione.
  • L'appropriazione indebita è configurabile quando il soggetto, pur avendo disponibilità del bene per un titolo legittimo, ne realizzi una appropriazione incompatibile con i limiti del potere conferito.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiImpugnazioniAppropriazione indebita
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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