Ordinanza n. 5520/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione terza-ter, 10 giugno 2025, n. 11359, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che ha respinto la domanda di annullamento del diniego di ridefinizione dei parametri di calcolo dell’incentivo sulla produzione netta incentivata
Esito
La controversia
L’appellante, titolare di un impianto qualificato IAFR e incentivato dapprima mediante certificati verdi e, dal 2016, mediante tariffa GRIN, contesta il diniego del GSE di ridefinire i parametri di calcolo della produzione netta di energia elettrica incentivabile. L’impianto produce vapore destinato sia alla generazione di energia elettrica sia a usi industriali dello stabilimento di produzione di olio di semi, quali l’essiccazione dei semi, l’estrazione e la raffinazione dell’olio. La questione riguarda l’individuazione dell’energia da sottrarre alla produzione lorda come consumi per servizi ausiliari: secondo l’appellante, devono essere sottratti soltanto i consumi strettamente necessari al funzionamento dell’impianto elettrico, mentre l’energia prodotta e autoconsumata per alimentare i processi industriali sarebbe incentivabile; secondo il GSE, invece, deve essere sottratta tutta l’energia non immessa in rete, compresa quella autoconsumata. L’appellante richiama la fattispecie degli impianti inseriti in siti ove si svolgono attività diverse dalla produzione elettrica; il GSE sostiene che l’impianto rientri tra quelli con funzioni ambientali che utilizzano biomasse o biogas prodotti da discarica.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha ancora deciso l’appello nel merito. Ha rilevato che, per individuare la disciplina applicabile e qualificare correttamente i consumi da sottrarre alla produzione lorda, è necessario accertare la provenienza della biomassa utilizzata dall’impianto, verificando in particolare se essa sia prodotta o meno da discarica. A tal fine ha disposto che entrambe le parti depositino entro il 30 settembre 2026 una relazione documentata sulla questione e ha rinviato la trattazione all’udienza pubblica del 10 novembre 2026.
Norme richiamate
Delibera dell’Autorità per l’energia n. 442/2012/E/EEL del 25 ottobre 2012
La delibera distingue, ai fini della determinazione dei consumi per i servizi ausiliari di centrale, tra impianti destinati esclusivamente alla produzione elettrica, impianti inseriti in siti ove si svolgono attività diverse e impianti con funzioni ambientali che utilizzano biomasse o biogas prodotti da discarica. Per gli impianti inseriti in siti industriali diversi dalla produzione elettrica, i consumi dei processi industriali devono essere misurati separatamente dai servizi ausiliari connessi al ciclo di produzione e trasformazione dell’energia elettrica; per gli impianti con funzioni ambientali è necessaria un’analisi selettiva delle apparecchiature.
Massime di principio
- Quando la qualificazione dei consumi da sottrarre alla produzione lorda incentivabile dipende dalla riconducibilità dell’impianto a una specifica categoria regolatoria, il giudice deve acquisire gli elementi fattuali necessari a individuare la disciplina applicabile prima di decidere nel merito.
- Ai fini della determinazione della produzione netta incentivabile, occorre distinguere i consumi strettamente connessi al ciclo di produzione e trasformazione dell’energia elettrica dai consumi relativi ad attività industriali diverse, che devono essere misurati separatamente quando l’impianto è inserito in un sito produttivo multifunzionale.
- La qualificazione di un impianto alimentato a biomasse come impianto con funzioni ambientali richiede l’accertamento della provenienza della biomassa, in particolare della sua eventuale produzione da discarica, non potendo essere effettuata senza tale verifica fattuale.
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