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Ordinanza

Ordinanza n. 183/2026 - Bari, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia: - dell'ordinanza dirigenziale -OMISSIS- -OMISSIS-, notificata il successivo 29, emessa dal Settore Abusivismo ed immissioni in possesso del Comune di Barletta, con la quale è stato ingiunto, ai sensi dell’art. 33 D.P.R. 380/2001 alla ricorrente, quale responsabile dell’abuso e proprietaria dell’immobile realizzato dalla -OMISSIS- in Barletta al -OMISSIS- di -OMISSIS-(in catasto al -OMISSIS-e pertinente box auto -OMISSIS-), di demolire entro novanta giorni dalla notifica le seguenti opere edili ritenute abusive e precisamente nella parte in cui si dà atto che “-il balcone retrostante di mq. 17,10 e il balcone anteriore di mq. 18,70 sono stati chiusi abusivamente con struttura in anticorodal fissa e teli in pvc apribili, avvolgibili ed a scorrimento verticale, a tutt’altezza, ancorata a soffitto ed a pavimento, realizzando un ambiente chiuso costituente volume abusivo, dimensioni 7,35 x 2,40 mt e 8,95x 2,15 mt. circa per una superficie totale di mq 35,80 ed altezza netta 2,75 circa. Pertanto considerato l’aumento idi superficie utile abusiva, l’intervento è soggetto al rilascio di autorizzazione amministrativa. - della ordinanza dirigenziale -OMISSIS- -OMISSIS-, notificata il successivo 29, emessa dal Settore Abusivismo ed immissioni in possesso del Comune di Barletta, con la quale è stato ingiunto, ai sensi dell’art. 31 D.P.R. 380/2001 alla ricorrente, quale responsabile dell’abuso e proprietaria dell’immobile in Barletta al -OMISSIS- di -OMISSIS-(in catasto al -OMISSIS- -OMISSIS-), di demolire entro novanta giorni dalla notifica le seguenti opere edili ritenute abusive e precisamente nella parte in cui si dà atto che -al box auto di pertinenza al piano cantinato è stato riscontrato un soppalco abusivo in metallo costituito da pilastrini verticali e travi orizzontali in profilati scatolari con sovrastante piano in legno avente dimensio-OMISSIS-,60 x 2,75 mt circa ed altezza netta pari a mt. 2,15 distante dal soffitto mt. 1,40 circa”. - nonché di ogni altro atto presupposto e conseguenziale ed in particolare della comunicazione di avvio del procedimento -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202600577

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze comunali di demolizione relative a una veranda chiusa realizzata sui balconi e a un soppalco abusivo nel box auto pertinenziale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La proprietaria ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, due ordinanze dirigenziali del Comune di Barletta adottate ai sensi degli artt. 31 e 33 d.P.R. 380/2001, nonché la comunicazione di avvio del procedimento e gli atti presupposti e conseguenti. La prima ordinanza contestava la chiusura abusiva di due balconi mediante struttura fissa in anticorodal e teli in PVC, con formazione di un ambiente chiuso e incremento di superficie e volume, in assenza del necessario titolo edilizio. La seconda ordinanza riguardava un soppalco metallico con piano in legno realizzato all'interno di un box auto pertinenziale, anch'esso ritenuto abusivo. Il testo non espone gli specifici motivi di legittimità dedotti dalla ricorrente, ma riferisce che la domanda cautelare era diretta alla sospensione dell'efficacia delle ordinanze.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo, sulla base dell'esame preliminare proprio della fase cautelare, che il ricorso non apparisse assistito da elementi di fondatezza. Quanto alla veranda, il Collegio ha ritenuto che la chiusura dei balconi avesse prodotto un ambiente chiuso con sviluppo volumetrico, realizzato in assenza di permesso di costruire ai sensi dell'art. 10 d.P.R. 380/2001; ha quindi considerato appropriata la misura repressiva prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001. Quanto al soppalco nel box auto, ha rilevato che l'opera era stata eseguita in assenza di segnalazione certificata di inizio attività, ritenendo conseguentemente applicabile l'art. 33 d.P.R. 380/2001. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 10 d.P.R. 380/2001

    La realizzazione della veranda, in quanto comportante sviluppo volumetrico, richiede il permesso di costruire.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    È stata ritenuta appropriata la misura repressiva della demolizione per la veranda realizzata in assenza di permesso di costruire.

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    È stata ritenuta applicabile la disciplina repressiva relativa agli interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività, con riferimento al soppalco nel box auto.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • La chiusura stabile di balconi mediante strutture ancorate a soffitto e pavimento, quando determina un ambiente chiuso con incremento di superficie e sviluppo volumetrico, è soggetta a permesso di costruire ai sensi dell'art. 10 d.P.R. 380/2001; la sua realizzazione abusiva giustifica l'ordine di demolizione previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001.
  • Nella fase cautelare, la sospensione dell'ordine di demolizione può essere negata quando, secondo una valutazione preliminare, l'opera risulti realizzata in assenza del titolo edilizio richiesto e la misura repressiva adottata appaia coerente con la qualificazione giuridica dell'intervento.
  • La realizzazione di un soppalco all'interno di un box auto pertinenziale, qualora l'intervento sia eseguito in assenza della segnalazione certificata di inizio attività richiesta, può essere assoggettata alla disciplina repressiva dell'art. 33 d.P.R. 380/2001.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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