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Parere

Parere n. 215/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

Ricorso straordinario per l’annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento del comune di Belpasso prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, di archiviazione per improcedibilità dell’istanza finalizzata all'approvazione di un piano attuativo di iniziativa privata – via -OMISSIS-, zona c/1 di espansione - pratica n. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202600131

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Sezioni riuniteRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Ricorso straordinario contro il provvedimento del Comune di Belpasso che ha archiviato per improcedibilità l’istanza di approvazione di un piano attuativo privato in zona C/1, nonché contro la presupposta comunicazione di avvio del procedimento; è esaminata la domanda cautelare di sospensione.

Esito

INTERLOCUTORIO

La questione giuridica

Il ricorso riguarda l’archiviazione per improcedibilità dell’istanza di approvazione di un piano attuativo di iniziativa privata relativo a un insediamento commerciale di circa 999/1.000 mq in zona C/1. Nella fase cautelare viene in rilievo se la pianificazione comunale ammetta in tale zona una media struttura di vendita: l’art. 3 delle NTA del Piano di Programmazione Urbanistica Commerciale consente nelle zone C1, C2 e C3 esercizi di vicinato e medie strutture di vendita se inseriti in tipologie edilizie residenziali, e ammette nuove realizzazioni in presenza di strumenti urbanistici esecutivi e di dotazione di parcheggi. Va inoltre valutato il pregiudizio derivante dall’arresto del procedimento, considerato il contratto preliminare condizionato all’approvazione del piano e al rilascio dei titoli abilitativi, efficace fino al 31 dicembre 2026.

Il parere

Il Consiglio esprime parere favorevole all’accoglimento della domanda cautelare di sospensione, senza definire nel merito il ricorso straordinario. Quanto al fumus boni iuris, osserva che la disciplina commerciale comunale contempla espressamente le medie strutture di vendita nelle zone C1, C2 e C3, subordinandole alle condizioni previste; la superficie progettata, pari a circa 999/1.000 mq, ricade prima facie nella definizione comunale di media struttura (da 151 a 1.000 mq). Non appare quindi sufficientemente evidente, in questa fase sommaria, l’assoluta incompatibilità sostenuta dal Comune, anche tenuto conto del carattere integrativo del Piano Urbanistico Commerciale rispetto alle NTA del PRG. Quanto al periculum in mora, il contratto preliminare con termine di efficacia al 31 dicembre 2026 documenta un pregiudizio attuale e non agevolmente reversibile conseguente all’arresto procedimentale. Il parere riguarda esclusivamente la sospensione cautelare.

Osservazioni

Domanda cautelare – fumus boni iuris

La disciplina del Piano di Programmazione Urbanistica Commerciale contempla le medie strutture di vendita nelle zone C1, C2 e C3, alle condizioni indicate dalle NTA. L’insediamento progettato, di circa 999/1.000 mq, rientra prima facie nella definizione comunale di media struttura; nella fase sommaria non risulta quindi sufficientemente evidente l’assoluta incompatibilità con la zona C/1 affermata dal Comune.

Domanda cautelare – periculum in mora

Il contratto preliminare, condizionato all’approvazione del Piano Attuativo e al rilascio dei titoli abilitativi e con efficacia fino al 31 dicembre 2026, rende attuale e non agevolmente reversibile il pregiudizio derivante dall’arresto del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 3 delle NTA del Piano di Programmazione Urbanistica Commerciale del Comune di Belpasso

    secondo cui nelle Z.T.O. C1, C2 e C3 «le attività commerciali ammesse sono gli esercizi di vicinato … e le medie strutture di vendita … purché inseriti all’interno delle tipologie edilizie residenziali private e pubbliche”, con previsione che “le nuove realizzazioni di tali attività sono ammesse solo in presenza di strumenti urbanistici esecutivi e con dotazione di parcheggi»

    In sede cautelare la disposizione è letta nel senso che le medie strutture di vendita non sono, in assoluto, incompatibili con le zone C1, C2 e C3, ma possono essere realizzate se inserite nelle tipologie edilizie residenziali e in presenza di strumenti urbanistici esecutivi e di parcheggi.

  • art. 1 delle NTA del Piano Urbanistico Commerciale del Comune di Belpasso

    anche in ragione del carattere integrativo del Piano Urbanistico Commerciale rispetto alle NTA del PRG espressamente previsto dall’art. 1 delle NTA del PUC

    Il Piano Urbanistico Commerciale integra la disciplina urbanistica del PRG e deve essere considerato nell’esame della compatibilità dell’insediamento commerciale con la zona C/1.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità, nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la parte e i terzi citati.

    La disposizione è richiamata a fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte e dei terzi.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità, nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la parte e i terzi citati.

    La disposizione è richiamata, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, quale base per l’oscuramento dei dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità degli interessati.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare di un ricorso straordinario, la compatibilità urbanistica di un insediamento commerciale va valutata considerando anche le disposizioni del piano commerciale comunale che integrano espressamente le NTA del PRG.
  • Quando la pianificazione comunale ammette una categoria commerciale in una zona urbanistica subordinandola a specifiche condizioni, non può ritenersi prima facie manifesta l’assoluta incompatibilità della categoria con la zona senza verificare l’applicabilità di quelle condizioni al progetto.
  • Il periculum in mora può risultare documentato quando l’arresto del procedimento amministrativo mette a rischio un contratto preliminare condizionato all’approvazione del piano e al rilascio dei titoli abilitativi, con un termine di efficacia prossimo e un pregiudizio non agevolmente reversibile.

Sospensione cautelare dell’archiviazione di un piano attuativo in zona C/1

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede consultiva e nell’ambito di un ricorso straordinario, esamina la domanda cautelare contro l’archiviazione per improcedibilità dell’istanza privata di approvazione di un piano attuativo in zona C/1 del Comune di Belpasso. Il parere si limita alla fase cautelare e non definisce il merito del ricorso.

Oggetto del ricorso e disciplina urbanistico-commerciale

Il provvedimento impugnato ha archiviato l’istanza di approvazione del piano attuativo; è contestata anche la presupposta comunicazione di avvio del procedimento. Il progetto riguarda un insediamento commerciale di circa 999/1.000 mq.

L’art. 3 delle NTA del Piano di Programmazione Urbanistica Commerciale comunale ammette nelle zone C1, C2 e C3 esercizi di vicinato e medie strutture di vendita, purché inseriti in tipologie edilizie residenziali private o pubbliche. Le nuove realizzazioni sono ammesse solo in presenza di strumenti urbanistici esecutivi e di dotazione di parcheggi. La stessa disciplina definisce media struttura di vendita l’esercizio con superficie compresa tra 151 e 1.000 mq. L’art. 1 delle NTA del PUC prevede inoltre il carattere integrativo del Piano Urbanistico Commerciale rispetto alle NTA del PRG.

Valutazione del fumus boni iuris

Il Consiglio ritiene che, nella delibazione sommaria propria della fase cautelare, l’insediamento progettato appaia prima facie riconducibile alla categoria delle medie strutture di vendita espressamente contemplata dalla disciplina comunale. Per tale ragione non emerge con sufficiente evidenza l’assoluta incompatibilità della media struttura con la zona C/1 sostenuta dal Comune. La valutazione resta provvisoria e non anticipa la decisione sul merito, né accerta definitivamente la conformità del progetto alle condizioni pianificatorie.

Valutazione del periculum in mora

È documentato un contratto preliminare con un terzo, condizionato all’approvazione del Piano Attuativo e al rilascio dei titoli abilitativi, la cui efficacia è fissata fino al 31 dicembre 2026. L’arresto del procedimento è quindi idoneo a produrre un pregiudizio attuale e non agevolmente reversibile.

Conclusione cautelare

Ritenuti sussistenti, in via sommaria, sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora, il Consiglio esprime parere favorevole all’accoglimento della domanda di sospensione del provvedimento impugnato. Il parere non contiene una pronuncia definitiva sui motivi di merito del ricorso straordinario.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniCommercio e grandi strutture di venditaRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaTutela cautelare
RamiUrbanistica e governo del territorioCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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