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Ordinanza

Ordinanza n. 103/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento del 07.11.2025, notificato a mezzo pec il 10.11.2025, con cui la Prefettura di Piacenza ha rigettato l’istanza del 23.04.2025 con cui è stata chiesta la conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202600050

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio del 7 novembre 2025, notificato il 10 novembre 2025, con cui è stata respinta l'istanza di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo, chiedendone l'annullamento previa sospensione. In sede cautelare ha contestato, secondo quanto emerge dall'ordinanza, l'insufficiente motivazione relativa alla ritenuta mancanza del requisito reddituale. L'Amministrazione si è costituita in giudizio depositando anche una relazione, ritenuta tuttavia non idonea a integrare la motivazione del provvedimento impugnato.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare ai fini del riesame. Ha rilevato che il provvedimento impugnato è generico quanto alla mancanza del requisito reddituale e che tale carenza non può essere surrogata dalla relazione depositata dall'Amministrazione nel processo. Ha quindi ordinato alla Prefettura di Piacenza di rivalutare esaurientemente la posizione della ricorrente con riguardo al requisito reddituale e di adottare un nuovo provvedimento motivato, di conferma o di revoca del diniego, depositandolo nel fascicolo entro 45 giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza. Medio tempore ha sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato e ha fissato la prosecuzione della fase cautelare alla camera di consiglio del 24 giugno 2026. Il dispositivo non contiene una regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare; nel caso concreto ha consentito l'accoglimento della domanda cautelare ai fini del riesame e la sospensione medio tempore del provvedimento impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il diniego di conversione di un permesso di soggiorno deve motivare in modo concreto e adeguato la ritenuta insussistenza del requisito reddituale richiesto; una motivazione generica non soddisfa l'obbligo motivazionale.
  • La motivazione carente del provvedimento amministrativo non può essere surrogata, in giudizio, da una relazione depositata successivamente dall'Amministrazione.
  • Quando il diniego risulta cautelarmente viziato per genericità della motivazione, il giudice può accogliere la domanda cautelare ai fini del riesame, sospendere medio tempore l'atto e ordinare all'Amministrazione una rivalutazione completa con adozione di un nuovo provvedimento motivato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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