Cassazione Penale, Sentenza n. 31514/2023 del 20/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza che aveva confermato la condanna per guida in stato di alterazione dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti, con esclusione della recidiva e condanna a 5 mesi di reclusione e 1.400 euro di ammenda. Il ricorrente deduceva violazione di legge per avere la responsabilità ritenuta in assenza di elementi sintomatici che comprovassero l'attualità dell'assunzione e quindi lo stato di alterazione al momento della guida, nonostante gli accertamenti di laboratorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici, privi di confronto critico con la decisione impugnata e privi di contestazione mirata delle argomentazioni del giudice di merito. Ha ritenuto corretta e non manifestamente illogica la valutazione del giudice distrettuale che, basandosi su accertamento ematochimico (con valori nel sangue cinque volte superiori alla norma) e sulla valutazione di un sanitario, aveva rilevato la compatibilità tra lo stato di alterazione psicofisica e la condotta di guida. Per effetto dell'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 616 codice di procedura penale
Applicata per disporre la sanzione pecuniaria conseguente all'inammissibilità del ricorso quando non è ravvisabile assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Corte Costituzionale, sent. n.186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione al principio che esclude l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, giustificando l'applicazione della sanzione pecuniaria.
Giurisprudenza di legittimità citata (sez. U, n.8825/2016; sez.4, n.43486/2017; n.6995/2013)
Richiami a precedenti in cui è stato affermato che l'accertamento mediante analisi del sangue può giustificare la valutazione di stato di alterazione psicofisica anche senza riferimento a segni sintomatici evidenti, e che i motivi di cassazione devono essere specifici e criticare puntualmente le argomentazioni del giudice di merito.
Massime di principio
- Un accertamento ematochimico con valori della sostanza stupefacente significativamente elevati (es. molte volte superiori alla norma) può da solo giustificare la valutazione medico-legale di 'compatibilità' tra stato di alterazione e guida, anche in assenza di segni sintomatici evidenti.
- L'analisi del sangue è preferibile rispetto all'analisi delle urine per valutare la concentrazione ematica dello stupefacente e la sua attualità rispetto al momento della guida.
- In Cassazione i motivi di impugnazione devono essere specifici, ben motivati e criticare puntualmente le argomentazioni del giudice di merito; motivi generici e acritici comportano spesso l'inammissibilità del ricorso.
- In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, può essere applicata una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p. se non è ravvisabile assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
- La valutazione medico-legale che collega risultati biologici (es. concentrazioni ematiche elevate) alla capacità di guida ha rilevanza probatoria significativa e non richiede necessariamente la presenza di segni clinici osservati in sede di accertamento per essere ritenuta attendibile.
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