Cassazione Penale, Ordinanza n. 00394/2025 del 07/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catania deducendo tre profili: contestava l'affermazione di responsabilità per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, sosteneva che la condotta dovesse essere ricondotta a una mera resistenza passiva e quindi non integrare il reato, chiedeva l'esclusione dell'aumento di pena per la recidiva e contestava l'applicazione dell'aggravante della minaccia. La Corte di cassazione ha rilevato che i motivi erano sostanzialmente reiterativi di censure già esaminate e disattese con motivazione congrua e corretta; ha ritenuto irrilevante, ai fini della configurabilità del reato, che l'atto d'ufficio non fosse stato effettivamente impedito; ha considerato giustificato l'aumento per recidiva in ragione delle modalità del fatto, ritenute espressive di persistente pericolosità; ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata l'aggravante della minaccia sulla base della gravità delle espressioni confermate dalle persone offese e del contesto in cui furono pronunciate.
Norme richiamate
art. 337 c.p.
Il reato di resistenza a pubblico ufficiale è ritenuto integrato anche quando la condotta oppositiva non impedisce in concreto l'atto d'ufficio, essendo sufficiente una resistenza idonea a ostacolare l'azione del pubblico ufficiale.
art. 99 c.p.
La recidiva può giustificare l'aumento di pena quando le modalità del fatto evidenzino persistente pericolosità del soggetto.
art. 612 c.p.
L'aggravante della minaccia è sorretta dalla gravità delle espressioni utilizzate e dal contesto in cui sono state pronunciate.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità sono inammissibili i motivi che si limitano a riproporre censure già esaminate e disattese in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
- Ai fini della configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale non è necessario che l'atto d'ufficio sia effettivamente impedito; è sufficiente una condotta oppositiva idonea a ostacolarne l'esecuzione.
- L'aumento di pena per recidiva è legittimo quando il giudice valorizzi in modo non illogico le modalità concrete del fatto come indice di persistente pericolosità dell'agente.
- L'aggravante della minaccia può essere desunta dalla serietà e gravità delle espressioni minacciose, specie se confermate dalle dichiarazioni delle persone offese e collocate nel relativo contesto fattuale.
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