Cassazione Penale, Sentenza n. 4347/2022 del 08/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Bari che aveva confermato la condanna per il reato ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 per la cessione di 1,4 grammi di marijuana a Gaetano Ceglie al prezzo di euro 10. Il ricorso deduceva: (1) violazione e insufficienza motivazionale per la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., sostenendo che la ridotta quantità, le modalità di cessione e l'esiguità del danno configurassero una offesa di particolare tenuità; (2) violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b)): la condotta sarebbe da qualificare come "piccolo spaccio" e pertanto rientrante nella causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p.; (3) violazione dell'art. 133 c.p. per eccessiva determinazione della pena, chiedendo l'applicazione del minimo edittale tenuto conto dell'incensuratezza e del comportamento processuale dell'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi sottolineando la distinzione strutturale e teleologica tra la fattispecie di "lieve entità" prevista dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 e la causa di non punibilità per "particolare tenuità" dell'art. 131-bis c.p.: la prima richiede la valutazione di mezzi, modalità, circostanze, quantità e qualità della sostanza; la seconda valuta modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o pericolo e carattere non abituale. La Corte territoriale aveva esaminato gli elementi richiesti e escluso l'art. 131-bis anche per la fuga dell'imputato dopo la cessione; pertanto la condotta poteva essere lieve ai sensi dell'art. 73 ma non tale da escludere la punibilità. Anche il terzo motivo è stato ritenuto infondato: la pena inflitta in primo grado (al netto del rito abbreviato) era inferiore alla media edittale e la Corte d'Appello ha motivato adeguatamente la congruità della pena secondo i criteri dell'art. 133 c.p. Infine il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990
La fattispecie di "lieve entità" per i reati in materia di stupefacenti richiede la valutazione di mezzi, modalità, circostanze dell'azione nonché della quantità e qualità della sostanza. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto configurabile solo la lieve entità e non la non punibilità per particolare tenuità.
art. 131-bis c.p.
La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede la valutazione delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza, dell'entità del danno o del pericolo e del carattere non abituale della condotta. Non coincide con la nozione di lieve entità dell'art. 73, comma 5, e non è automaticamente applicabile a fronte di mera piccola quantità; elementi come la fuga dopo il fatto possono escluderne l'applicabilità.
art. 133 c.p.
Criteri per la determinazione della pena (concorso di circostanze, grado di offensività, personalità del reo, suscettibilità di recupero, ecc.). La Corte d'Appello ha applicato tali criteri e la Cassazione ha ritenuto congrua la pena, osservando che quando la pena inflitta è al di sotto della media edittale non è necessaria una motivazione particolarmente dettagliata oltre l'indicazione di adeguatezza e congruità.
art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.
Norma che disciplina il vizio deducibile in cassazione relativo alla violazione di legge. I motivi formulati ex art. 606 non hanno trovato fondamento in relazione all'esclusione dell'art. 131-bis e alla determinazione della pena.
art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina la condanna alle spese del procedimento in cassazione; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi di tale articolo.
Massime di principio
- La nozione di "lieve entità" prevista dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 e la causa di non punibilità per "particolare tenuità" ex art. 131-bis c.p. sono istituti distinti e prive di coincidenza automatica: la mera piccola quantità di stupefacente non garantisce l'operatività dell'art. 131-bis.
- Per ottenere il riconoscimento dell'art. 131-bis è necessario documentare elementi relativi alle modalità della condotta, al grado di colpevolezza, all'entità del danno o del pericolo e al carattere non abituale dell'azione; fatti aggravanti (es. cessione in luogo pubblico, fuga immediata) possono escludere la non punibilità.
- Nelle impugnazioni sulla determinazione della pena, quando la sanzione inflitta è inferiore alla media edittale il giudice non è tenuto a una motivazione particolarmente analitica: è sufficiente motivare in termini di adeguatezza e congruità richiamando i criteri dell'art. 133 c.p.
- In casi di "piccolo spaccio" è utile documentare l'assenza di struttura organizzativa, la limitata circolazione di merce e denaro, la non abitualità della condotta e la non rilevanza del danno per sostenere richieste di attenuazione; tuttavia tali elementi vanno concretamente provati e valutati nel loro complesso dal giudice.
- La fuga o comportamenti post-fatto contrari al ravvedimento possono essere determinanti per escludere la particolare tenuità, anche se possono essere considerati distintamente ai fini delle attenuanti generiche.
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