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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32354/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto l'istanza di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere disposta nei confronti del D'Elia per il reato di omicidio di Ruffolo Giuseppe, aggravato dal metodo mafioso e dall'agevolazione di un sodalizio mafioso (artt. 575 e 416-bis c.p.). Il ricorrente ha denunciato violazione di legge e vizi motivazionali riguardo alla sussistenza delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale del riesame secondo la quale, trattandosi del titolo cautelare relativo ad reati inclusi nell'art. 275, comma terzo, c.p.p., opera una doppia presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere; la difesa non ha prodotto elementi di fatto sopravvenuti idonei a superare tali presunzioni. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; sono disposti gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 575 cod. pen.

    Individua il reato di omicidio; rilevante perché il titolo cautelare riguarda un delitto per il quale è prevista la presunzione di esigenze cautelari quando ricorrano le condizioni dell'art. 275 c.p.p.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Disciplina l'associazione di tipo mafioso; l'aggravante/agevolazione da mafia giustifica l'applicazione della disciplina cautelare rafforzata prevista dall'art. 275, comma terzo, c.p.p.

  • art. 275, comma terzo, cod. proc. pen.

    Stabilisce una presunzione rafforzata di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere per specifici delitti (ossia la "doppia presunzione"); tale presunzione è speciale e prevale sulla regola generale dell'art. 274 c.p.p., salvo che la difesa non dia prova contraria con elementi concreti e sopravvenuti.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma generale sulle esigenze cautelari; nella fattispecie è stata considerata subordinata alla presunzione speciale di cui all'art. 275, comma terzo.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede adempimenti amministrativi/di ufficio in favore dei detenuti sottoposti a misura cautelare; la sentenza dispone l'invio degli atti alla cancelleria per gli adempimenti previsti.

Massime di principio

  • Quando il titolo cautelare riguarda reati indicati dall'art. 275, comma terzo, c.p.p. (reati gravi o con aggravanti come l'agevolazione di associazioni mafiose), opera una presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia in carcere: la difesa deve fornire elementi concreti e sopravvenuti per superarla.
  • Argomentazioni generiche o deduzioni di principio sulla mancata sussistenza delle esigenze cautelari sono normalmente insufficienti: il giudice richiede fatti nuovi, specifici e idonei a dimostrare l'assenza o l'attenuazione del pericolo.
  • La norma speciale (art. 275, comma terzo) prevale sulla regola generale (art. 274 c.p.p.); quindi in casi di gravità elevata l'onere probatorio a carico della difesa è più stringente.
  • In caso di mancata produzione di elementi idonei a superare la presunzione il ricorso per revoca/sostituzione della custodia risulterà spesso inammissibile e il ricorrente può essere condannato alle spese e alle sanzioni pecuniarie previste (es. cassa delle ammende).
  • Per aumentare le possibilità di successo, la difesa dovrebbe puntare su prove concrete quali sopravvenuti elementi di fatto (es. mutata valutazione investigativa, elementi che escludono la partecipazione all'associazione, grave stato di salute, misure alternative concretamente compatibili) e documentazione probatoria idonea a dimostrare l'inesistenza o la diminuzione del rischio.
  • La giurisprudenza di legittimità conferma costantemente l'applicazione della presunzione rafforzata in tali ipotesi; pertanto la strategia difensiva deve essere mirata e ben documentata fin dalle fasi preliminari.

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