Cassazione Penale, Sentenza n. 42864/2022 del 10/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza sostenendo che il reato contravvenzionale previsto dall\'art. 707 cod. pen. (possesso di strumenti atti ad aprire o forzare serrature) sarebbe stato assorbito nel delitto di furto aggravato (artt. 624 e 625 cod. pen.), poiché gli attrezzi da scasso erano stati rinvenuti immediatamente dopo il furto commesso e in connessione temporale con l\'arresto in flagranza; quindi la detenzione degli arnesi sarebbe strettamente collegata all\'uso necessario per l\'effrazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il motivo manifestamente infondato e generico, confermando il giudizio di fatto della Corte territoriale secondo cui solo un cacciavite rinvenuto sulla persona del coimputato era verosimilmente utilizzato per l\'effrazione, mentre gli altri attrezzi trovati nell\'autovettura non risultavano collegati all\'azione delittuosa. La difesa non ha fornito giustificazioni utili circa la detenzione degli attrezzi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Rinvio alla partecipazione nel reato (concorso di persone); utilizzato per inquadrare la condotta in concorso tra Battaglia e il coimputato.
art. 624 cod. pen.
Articolo sul reato di furto; la sentenza conferma la condanna per furto aggravato in concorso.
art. 625, primo comma, n. 2, cod. pen.
art. 625, primo comma, n. 2, cod. pen.
Aggravante del furto (es. commesso con violenza sulle cose o usando effrazione); rilevante per la qualificazione aggravata del furto contestato.
art. 61, primo comma, n. 5, cod. pen.
art. 61, primo comma, n. 5, cod. pen.
Circostanza aggravante (es. recidiva o altra circostanza personale) richiamata nell\'imputazione; applicata nel calcolo della pena.
art. 707 cod. pen.
Prevede la contravvenzione per la detenzione di strumenti atti ad aprire o forzare serrature; la Corte ha ritenuto che tale contravvenzione non è stata assorbita dal furto perché mancante il collegamento evidente tra tutti gli attrezzi rinvenuti e l\'uso effettivo nell\'effrazione.
Massime di principio
- L\'assorbimento dell\'art. 707 nel reato di furto avviene solo se il possesso degli strumenti è strettamente collegato all\'uso effettivo degli stessi per la commissione del furto; la mera vicinanza temporale non è sufficiente.
- È necessario dimostrare il nesso causale tra gli attrezzi rinvenuti e l\'effrazione: se alcuni strumenti non risultano utilizzati o non sono connessi all\'azione delittuosa, può configurarsi autonomamente la contravvenzione prevista dall\'art. 707.
- La difesa deve fornire elementi concreti e specifici per contestare gli accertamenti di fatto del giudice: censure generiche o assertive sono ritenute inammissibili in Cassazione.
- Le valutazioni di fatto operate dal giudice di merito trovano resistenza in sede di legittimità solo se specificamente contestate e fondate; l\'assorbimento di reati richiede un accertamento fattuale dettagliato.
- In caso di decisione confermata, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di somme a titolo di ammenda/contravvenzione (es. Cassa delle ammende).
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