Sentenza n. 763/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento a) dell'ordinanza dirigenziale n. 120 del 21.5.2025 - prot. n. 9730 - del Comune di Squinzano, avente ad oggetto “Ordinanza immediata sospensione lavori”; b) di tutti gli atti preordinati, connessi e/o consequenziali a quello impugnato e in particolare della nota prot. 9260-P della Soprintendenza ABAP per le Province di Brindisi e Lecce del 19.5.2025, mai notificata alla ricorrente e indicata in seno all'ordinanza dirigenziale impugnata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di immediata sospensione dei lavori oggetto della SCIA, nonché nota della Soprintendenza con invito a sospendere i lavori
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni tutorie)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente impugnava l’ordinanza comunale che aveva sospeso, fino a revoca, i lavori di messa in sicurezza e consolidamento statico di un chiosco ubicato su area demaniale marittima, nonché la presupposta nota della Soprintendenza. I lavori erano stati avviati mediante SCIA in esecuzione di una precedente ordinanza sindacale che aveva imposto la messa in sicurezza del fabbricato, interessato da cedimenti, lesioni, precarietà delle fondazioni e distacchi di intonaco. La ricorrente sosteneva che il manufatto fosse regolarmente assentito nella sua attuale conformazione, volumetria e consistenza, sulla base dei titoli edilizi rilasciati nel 1985, del parere favorevole della Commissione edilizia comunale e della dichiarazione di agibilità. Da tali atti deduceva l’esistenza, fino a prova contraria, anche del necessario nulla osta paesaggistico. Contestava inoltre l’affermazione della Soprintendenza secondo cui non risultava acquisito alcun assenso paesaggistico e sosteneva che gli interventi di consolidamento statico fossero esenti da autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 2 e dell’Allegato A, punto A.3, del d.P.R. 31/2017, in quanto non modificativi delle caratteristiche morfotipologiche, dei materiali, della volumetria o dell’altezza dell’edificio.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo decisiva la mancata prova dell’avvenuto rilascio del titolo paesaggistico. Ha affermato che titolo edilizio e titolo paesaggistico sono distinti, perseguono differenti esigenze di tutela e sono oggetto di procedimenti autonomi. Pertanto, il rilascio di autorizzazioni edilizie, il parere della Commissione edilizia e l’agibilità del manufatto non dimostrano, neppure implicitamente o presuntivamente, l’acquisizione del nulla osta paesaggistico e non legittimano la prosecuzione dei lavori sotto il profilo paesaggistico. In assenza di prova del titolo paesaggistico, le amministrazioni hanno correttamente inibito la prosecuzione dei lavori oggetto della SCIA, lasciando impregiudicati i soli interventi strettamente necessari alla messa in sicurezza del manufatto, già tutelata dalla precedente ordinanza sindacale. Le ulteriori questioni sono state assorbite. Le spese di lite sono state compensate in ragione della particolarità della controversia.
Norme richiamate
d.P.R. 31/2017, art. 2
Non sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica gli interventi e le opere di cui all'Allegato «A» nonché quelli di cui all'articolo 4.
La ricorrente invocava la disposizione per sostenere l’esenzione degli interventi di consolidamento statico; la sentenza non accoglie tale prospettazione, ritenendo comunque non comprovata la situazione del titolo paesaggistico e legittima l’inibizione dei lavori, salvo quelli strettamente necessari alla messa in sicurezza.
d.P.R. 31/2017, Allegato A, punto A.3
interventi che abbiano finalità di consolidamento statico degli edifici … purché non comportanti modifiche alle caratteristiche morfotipologiche, ai materiali di finitura o di rivestimento, o alla volumetria e all'altezza dell'edificio
La ricorrente richiamava l’esenzione per gli interventi di consolidamento statico; il TAR decide tuttavia sulla base assorbente della mancata prova del titolo paesaggistico e della distinzione tra autorizzazione edilizia e paesaggistica.
l. 1497/1939, art. 7
impone la previa acquisizione del nulla osta da parte dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo per ogni intervento comportante una modifica dell'aspetto esteriore
La sentenza richiama il principio secondo cui, in presenza di vincolo paesaggistico, il nulla osta dell’autorità tutoria deve essere previamente acquisito per gli interventi rilevanti sull’aspetto esteriore.
Massime di principio
- Il titolo edilizio e il titolo paesaggistico sono autonomi e distinti: il rilascio del primo non produce effetti abilitanti, neppure impliciti o presuntivi, rispetto alla tutela paesaggistica in assenza dell’autorizzazione dell’autorità competente.
- L’agibilità e gli altri atti di assenso edilizi non provano, di per sé, l’avvenuta acquisizione del nulla osta paesaggistico; chi intende proseguire lavori su un manufatto sottoposto a tutela deve dimostrare l’esistenza del pertinente titolo paesaggistico o dell’eventuale titolo di esenzione.
- In mancanza della prova del titolo paesaggistico, l’amministrazione può inibire la prosecuzione dei lavori oggetto di SCIA, ferma restando la possibilità di consentire gli interventi strettamente necessari alla messa in sicurezza del manufatto quando questi siano imposti dalla situazione di pericolo.
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