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Sentenza

Sentenza del 25/06/2018 n. 586 - Comm. Trib. Prov. Torino

REGISTRO Atto di espromissione mutuo - Regime agevolato del mutuo - Applicabilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda il trattamento fiscale dell'atto di espromissione relativo a un mutuo agevolato. L'espromissione, disciplinata dall'art. 1272 c.c., è un accordo interno tra debitori al quale il creditore rimane estraneo e che, in assenza di liberazione del debitore originario, determina l'affiancamento di un nuovo debitore principale. Poiché non produce una novazione oggettiva del mutuo né un'autonoma attribuzione patrimoniale a favore del creditore o dell'espromittente, l'atto non deve essere tassato autonomamente in via residuale ai sensi dell'art. 9 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986.

La decisione

È stata riconosciuta l'assenza di autonomia dell'espromissione rispetto al contratto di mutuo. Di conseguenza, la registrazione dell'espromissione deve seguire il medesimo regime fiscale agevolato applicabile al mutuo originario, con fruizione dei benefici previsti dall'art. 15 del D.P.R. n. 601/1973. Il testo non indica formalmente le parti né il dispositivo nominativo della sentenza, ma il principio affermato è favorevole all'applicazione del regime agevolato e contrario a una tassazione residuale autonoma dell'espromissione.

Norme richiamate

  • Art. 1272 del codice civile

    L'espromissione consiste nell'assunzione, da parte di un terzo, del debito altrui mediante accordo con il debitore, senza necessità di adesione del creditore.

    L'espromissione realizza un'obbligazione cumulativa quando il creditore non libera il debitore originario: il nuovo soggetto si affianca al debitore originario senza novare il rapporto di mutuo.

  • Art. 2, parte I, della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986

    La disposizione individua gli atti soggetti a imposta di registro proporzionale; l'espromissione, non determinando un'autonoma attribuzione patrimoniale, non rientra tra gli atti autonomamente imponibili in base a tale previsione.

  • Art. 9 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986

    La clausola residuale non è applicabile all'espromissione, perché l'atto non produce un autonomo effetto patrimoniale ulteriore rispetto al mutuo.

  • Art. 15 del D.P.R. n. 601/1973

    Il regime agevolato previsto per determinate operazioni di finanziamento, incluso il mutuo, si estende all'espromissione collegata e priva di autonomia rispetto al rapporto principale.

Massime di principio

  • Quando l'espromissione si limita ad aggiungere un debitore al rapporto originario senza liberare il debitore iniziale, essa normalmente non determina novazione del mutuo.
  • Un atto collegato e privo di autonoma attribuzione patrimoniale non dovrebbe essere assoggettato automaticamente all'imposta residuale prevista per gli atti non espressamente tipizzati.
  • Per stabilire il trattamento fiscale di un atto accessorio occorre verificare la sua effettiva autonomia economica e giuridica rispetto al contratto principale.
  • Se il mutuo beneficia di un regime fiscale agevolato e l'espromissione conserva una funzione meramente modificativa o integrativa del rapporto, il beneficio può estendersi anche all'atto di espromissione.
  • La conclusione può cambiare qualora l'atto realizzi una vera novazione, liberi il debitore originario o produca trasferimenti patrimoniali autonomi.

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