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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18594/2026 del 22/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse di un imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta. Con il primo motivo si lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo in sostanza che la decisione di merito fosse errata quanto alla permanenza del reato. Con il secondo motivo si deduceva vizio di legge in relazione all'art. 20-bis c.p., per contestare il diniego di una sanzione sostitutiva delle pene detentive brevi. La difesa insisteva inoltre con memoria sopravvenuta, ma la Corte ha ritenuto che essa non fosse idonea a mutare l'esito del giudizio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Quanto al primo motivo, ha rilevato che la doglianza sulla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. era formulata in modo non consentito, perché tendeva a sollecitare una nuova valutazione di merito sulla persistenza della permanenza del reato, già motivatamente esclusa dalla Corte territoriale come ostativa alla particolare tenuità del fatto. Quanto al secondo motivo, ha ritenuto manifestamente infondata la censura sull'art. 20-bis c.p., osservando che la Corte d'appello aveva correttamente escluso i presupposti per la sanzione sostitutiva, anche per l'irritualità della richiesta in assenza di apposita procura speciale al difensore e per il giudizio prognostico negativo sull'efficacia rieducativa del beneficio. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto non può essere riconosciuta quando la permanenza del reato non sia cessata; la doglianza che mira a rimettere in discussione tale valutazione fattuale è estranea al sindacato di legittimità.

  • art. 20-bis c.p.

    La sanzione sostitutiva delle pene detentive brevi richiede il rispetto dei presupposti applicativi e una richiesta rituale; in mancanza di apposita procura speciale del difensore, la domanda è irrituale e il giudice può fondare il diniego anche su un giudizio prognostico negativo sull'efficacia rieducativa del beneficio.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. non può essere veicolata in cassazione per ottenere una rivalutazione del fatto o degli accertamenti di merito, quando la decisione impugnata sia sorretta da motivazione congrua e conforme ai principi di legittimità.
  • La mancata cessazione della permanenza può costituire ragione ostativa al riconoscimento della particolare tenuità del fatto.
  • La concessione di una sanzione sostitutiva delle pene detentive brevi presuppone una domanda rituale e il rispetto delle forme di rappresentanza difensiva previste; in assenza di procura speciale, la richiesta può essere dichiarata irrituale.
  • Il diniego della sanzione sostitutiva può essere sorretto da un giudizio prognostico negativo circa la sua efficacia rieducativa, se adeguatamente motivato.
  • Il ricorso che deduca censure manifestamente infondate o volte a ottenere un nuovo apprezzamento del merito è dichiarato inammissibile, con applicazione delle conseguenze economiche previste dal codice di rito.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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