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Sentenza

Sentenza del 16/02/2018 n. 3822 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La contribuente contestava l'avviso di liquidazione di circa 19.000 euro con cui l'Agenzia delle Entrate aveva revocato le agevolazioni fiscali previste per i trasferimenti di fondi rustici in zone montane destinati all'arrotondamento o all'accorpamento di proprietà diretto-coltivatrici. Sosteneva che fosse sufficiente condurre in affitto il terreno preesistente da accorpare, senza esserne proprietaria, e denunciava inoltre l'omessa pronuncia della Commissione Tributaria Regionale sulla dedotta carenza di istruttoria dell'avviso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'agevolazione prevista dall'art. 9 del D.P.R. n. 601 del 1973 richiede che l'accorpamento o l'arrotondamento riguardi proprietà fondiarie, non essendo sufficiente la mera disponibilità del terreno in forza di un contratto di affitto. La norma agevolativa, in quanto speciale, deve essere interpretata restrittivamente. La Corte ha inoltre ritenuto adeguata l'attività istruttoria dell'Agenzia delle Entrate, che aveva verificato presso la Comunità Montana il titolo di detenzione del terreno. La contribuente è stata condannata al pagamento di 2.000 euro di spese processuali, oltre alle spese prenotate a debito e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, art. 9

    Nei territori montani di cui al precedente comma i trasferimenti di proprietà a qualsiasi titolo di fondi rustici, fatti a scopo di arrotondamento o di accorpamento di proprietà diretto-coltivatrici, singole o associate, sono soggetti alle imposte di registro e ipotecaria nella misura fissa e sono esenti alle imposte catastali.

    L'agevolazione spetta soltanto quando il trasferimento consente di arrotondare o accorpare proprietà diretto-coltivatrici. La proprietà del fondo preesistente è quindi un requisito necessario; la conduzione o detenzione in affitto non è sufficiente.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    È stato invocato per denunciare la violazione o falsa applicazione dell'art. 9 del D.P.R. n. 601 del 1973, ma il motivo è stato ritenuto infondato.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    È stato invocato per denunciare l'omessa pronuncia o l'omesso esame di una questione decisiva relativa all'istruttoria dell'avviso, ma la Corte ha ritenuto adeguati gli accertamenti svolti dall'Agenzia.

  • Legge 3 maggio 1982, n. 203, art. 45

    Il contratto di affitto del fondo rustico costituiva il titolo di detenzione del terreno preesistente, ma non è stato considerato equivalente alla proprietà richiesta per l'agevolazione.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In conseguenza del rigetto del ricorso, la contribuente deve versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Massime di principio

  • Le agevolazioni fiscali, in quanto norme speciali ed eccezionali, devono essere interpretate restrittivamente e non possono essere estese a situazioni non espressamente previste.
  • Quando la legge agevolativa richiede l'accorpamento o l'arrotondamento di proprietà, la disponibilità del terreno in affitto, comodato o altro titolo diverso dalla proprietà non è normalmente sufficiente.
  • La qualifica soggettiva di coltivatore diretto, pur necessaria, non basta da sola: devono essere rispettati anche i requisiti oggettivi relativi ai terreni e al titolo giuridico di possesso.
  • L'Amministrazione finanziaria può svolgere accertamenti presso enti pubblici o altri soggetti competenti per verificare la sussistenza dei presupposti dell'agevolazione; se tali verifiche sono adeguate e documentate, l'avviso non è viziato per carenza di istruttoria.
  • Prima di acquistare un terreno con agevolazioni fiscali, è opportuno verificare preventivamente che il terreno da accorpare sia già posseduto a titolo di proprietà e che siano rispettati tutti gli ulteriori requisiti previsti dalla norma.

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