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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5639/2024 del 08/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Riccio è stato condannato per il reato di calunnia (art. 368 c.p.) per avere denunciato falsamente di non aver emesso un assegno, quando invece lo aveva consegnato a titolo di cauzione ad Antonio Muzio. In Cassazione ha dedotto: 1) travisamento della prova e vizio di motivazione rispetto alle testimonianze (testimone Bombarda) e alle sue dichiarazioni; 2) mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto); 3) violazione dell'art. 545-bis c.p.p. e dell'art. 95 del d.lgs. 10/10/2022, n.150 per la mancata pronuncia sulla richiesta di sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi (ritenendo che la valutazione della prova e la motivazione dei giudici di merito non fossero manifestamente illogiche e che la particolare tenuità fosse correttamente esclusa in rapporto all'abitualità e alla natura plurioffensiva del reato). Ha però accolto il terzo motivo: ha annullato con rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla mancata pronuncia e motivazione sulla richiesta di sostituzione della pena ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p. e dell'art. 95 d.lgs. 150/2022, ordinando che il giudice del rinvio si pronunci fornendo motivata valutazione secondo i criteri dell'art. 133 c.p. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna per calunnia (pena rideterminata in appello in due anni) è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 368 cod. pen.

    Norma che sanziona la calunnia; applicata per la condanna di Riccio in ragione della denuncia ritenuta falsa e idonea a determinare l'avvio di un procedimento penale a carico di Muzio.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disposizione sulla particolare tenuità del fatto; la Corte d'appello ha escluso l'applicazione per l'abitualità dei comportamenti dell'imputato e per la non tenue offesa al bene giuridico, valutazione ritenuta dalla Cassazione insindacabile.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per valutare la rilevanza del fatto ai fini della sostituzione della pena; la Corte di Cassazione ha richiamato l'obbligo di riferirsi a questi indici quando si respinge una richiesta di pena sostitutiva.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la possibilità di sostituire la pena detentiva con lavoro di pubblica utilità; la Cassazione ha rilevato che la Corte d'appello non ha dato risposta motivata alla richiesta formulata e ha annullato con rinvio per questo motivo.

  • art. 95 d.lgs. 10/10/2022, n.150

    Disposizione che, tra l'altro, consente di chiedere l'applicazione della pena sostitutiva anche in sede di appello; la mancata valutazione della richiesta, nonostante la previsione normativa, ha determinato l'annullamento parziale della sentenza.

  • art. 23, comma 8, dl. 28/10/2020, n.137 (conv. L. 18/12/2020)

    Riferimento procedurale alla trattazione scritta del procedimento in Cassazione quando non sia richiesta la discussione orale; usato per motivare il deposito di conclusioni scritte.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione esercita un sindacato limitato sulla valutazione della prova: le ricostruzioni dei giudici di merito non vengono annullate se motivate e non manifestamente illogiche.
  • Qualora l'imputato presenti in appello istanza per la sostituzione della pena (es. lavoro di pubblica utilità), il giudice di merito è tenuto a pronunciarsi espressamente e a motivare il rigetto facendo riferimento ai criteri dell'art. 133 c.p.; la mancata motivazione comporta annullamento con rinvio limitato.
  • L'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità) non è esclusa automaticamente per reati plurioffensivi, ma il giudice può legittimamente respingerla se emergono elementi (es. abitualità, precedenti) che ne impediscono l'adozione.
  • Le contraddizioni e la continuità dei rapporti tra le parti possono essere considerate indizi rilevanti per il dolo nella fattispecie della falsa denuncia: conoscenza e rapporti protratti possono far ritenere probabile la rappresentazione dell'evento lesivo da parte dell'imputato.
  • In sede di impugnazione è importante non limitarsi a proporre deduzioni generiche: occorre confrontarsi specificamente con la motivazione di merito e documentare gli elementi diretti a sostenere l'assenza di dolo o la tenuità del fatto.
  • Quando si chiede la sostituzione della pena, va formulata e motivata puntualmente l'istanza già nei gradi di merito, allegando elementi concreti (situazione personale, carichi familiari, lavoro, comportamenti riparatori) per facilitare la valutazione del giudice.

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