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Sentenza

Sentenza n. 973/2026 - Genova, Sezione 2

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di La Spezia, -Sezione Lavoro 17 dicembre 2025 n. 389.

Giustizia amministrativa202600399

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di La Spezia, Sezione Lavoro, 17 dicembre 2025, n. 389, relativa all'assegnazione della carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di La Spezia, Sezione Lavoro, 17 dicembre 2025, n. 389, con la quale il Ministero dell'Istruzione e del Merito era stato condannato ad assegnargli la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di euro 500,00 per ciascun anno scolastico oggetto del giudizio. Il ricorso per ottemperanza è stato proposto a fronte della mancata esecuzione della pronuncia da parte dell'amministrazione. Il TAR ha rilevato l'assenza di contestazioni nel merito da parte del Ministero e l'inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di La Spezia mediante l'emissione della carta del docente intestata al ricorrente e l'accredito della somma corrispondente alle annualità oggetto del giudizio, entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. In caso di ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, attribuendogli il compito di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro il successivo termine di trenta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 500,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La decisione si fonda sull'accertata mancata esecuzione del titolo giudiziale, sull'assenza di contestazioni dell'amministrazione e sul decorso del termine dilatorio previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo

    Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione dei titoli esecutivi nei confronti delle amministrazioni consente la proposizione e la decisione del giudizio di ottemperanza, in presenza dell'inadempimento dell'amministrazione.

  • art. 114 c.p.a.

    La norma non è espressamente citata nel testo, ma il giudizio è qualificato e deciso come giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • Decorso il termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, l'inutile mancata esecuzione da parte di un'amministrazione consente al giudice amministrativo, in sede di ottemperanza, di ordinare l'adempimento entro un termine assegnato.
  • In caso di persistente inottemperanza dell'amministrazione all'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, individuando nell'organo amministrativo competente il soggetto incaricato di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro un termine successivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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