Cassazione Penale, Sentenza n. 11787/2024 del 20/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Chieti che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il sequestro preventivo di un immobile, anteriormente appartenuto al defunto Luigi Francescoangeli ed occupato dalla ricorrente. La ricorrente deduce l'insussistenza del fumus boni iuris (contestando la valutazione delle perizie sulla firma e l'accuratezza delle analisi delle celle telefoniche) e l'assenza del periculum in mora, sostenendo che il Tribunale non avrebbe indicato un danno specifico derivante dalla permanenza nell'immobile.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Sottolinea che in Cassazione, con riferimento alle ordinanze sul sequestro preventivo, il sindacato è limitato alle violazioni di legge (art.325 c.p.p.) e non può consistere in una rivalutazione di merito della motivazione, salvo mancanza totale o assoluta incongruenza della stessa. La Corte ritiene corretta e sufficientemente motivata la valutazione del fumus boni iuris (anche in base alla consulenza di parte e alle analisi del traffico telefonico che escluderebbero la presenza della ricorrente nel luogo della sottoscrizione) e del periculum in mora: l'occupazione dell'immobile ostacola l'azione della curatela e degli eredi, impedendo la messa a reddito o l'utilizzo diretto del cespite e provocando pregiudizio economico. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 137/2020, art. 23 comma 8
Indica il rito cartolare applicato al ricorso; richiamato per inquadrare il rito con cui è stato trattato il procedimento
codice di procedura penale, art. 606 lett. e)
Richiamato in relazione ai motivi di impugnazione in Cassazione: la mera censura motivazionale, se non configurabile come violazione di legge, non costituisce autonomo motivo di cassazione
codice di procedura penale, art. 325
Precisazione che il ricorso per Cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge; la Corte non può rimettere in discussione i fatti a meno che non sussista un errore giuridico
codice di procedura penale, art. 616
Norma che permette la condanna della parte soccombente al pagamento delle spese processuali; applicata per condannare la ricorrente
Massime di principio
- In Cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo il sindacato è ristretto a violazioni di legge: non è possibile ribaltare valutazioni di merito sulla motivazione salvo che questa sia totalmente carente o irragionevole
- Per valutare il fumus boni iuris nei casi di contestazione di atti negoziali possono assumere rilievo sia le consulenze tecniche (perizie sulla firma) sia elementi tecnici come l'analisi del traffico telefonico; se tali elementi convergono, la loro valutazione dal giudice di merito è difficilmente sindacabile in Cassazione
- Il periculum in mora del sequestro preventivo può essere fondato sull'occupazione dell'immobile quando questa ostacoli la gestione dell'eredità, la curatela o la messa a reddito del bene, con conseguente pregiudizio economico per gli aventi diritto
- Una censura generica che non spiega come la prova tecnica confuti gli esiti delle analisi (es. come si sia posta la firma se il telefono non era in loco) è insufficiente in sede di legittimità; il ricorrente deve indicare punti di legge specifici o contraddizioni manifeste per ottenere accoglimento
- In situazioni analoghe è utile: a) produrre perizie tecniche contraddittorie dettagliate e critiche degli accertamenti indiziari; b) dimostrare concretamente l'assenza di pregiudizio per gli eredi o la disponibilità di misure meno afflittive; c) contestare eventuali vizi di legge formali/procedurali se si intende ricorrere in Cassazione
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