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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36209/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Firenze del 29/12/2022 che aveva: per Fornasari ratificato un concordato in appello (art. 599 bis c.p.p.) su alcuni capi e confermato responsabilita' per altri; per Soldini, assoluzione parziale e conferma di responsabilita' per altri capi. Soldini deduce errori di diritto e di valutazione probatoria in ordine alla sussistenza della colpa grave e della manifesta imprudenza degli affidamenti (valutazione delle garanzie, coincidenza delle operazioni, uso delle consulenze, misura della 'notevole parte del patrimonio'). Contesta inoltre la quantificazione della pena e la legittimita' delle statuizioni civili. Fornasari invoca l'effetto estensivo dell'assoluzione del coimputato (art. 587 c.p.p.) ritenendo che l'assoluzione di Soldini avrebbe dovuto estendersi a lui.

La decisione

Ricorso di Fornasari dichiarato inammissibile: resta impregiudicata la condanna che era stata ratificata in appello; Fornasari condannato al pagamento delle spese di cassazione, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione di specifiche spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (importi liquidati nel dispositivo). Ricorso di Soldini parzialmente accolto: la sentenza impugnata e' annullata senza rinvio agli effetti penali per Soldini perche' i reati sono estinti per prescrizione; annullate senza rinvio anche le statuizioni civili relative a Soldini (eliminazione delle condanne civili e delle spese). Inoltre la Corte ha chiarito questioni processuali connesse al concordato in appello e al sindacato di legittimita'.

Norme richiamate

  • art. 217 n.2 r.d. n. 267/1942 (Legge Fallimentare)

    La Corte ha richiamato la fattispecie della bancarotta semplice per 'operazioni manifestamente imprudenti' e ha interpretato l'elemento oggettivo 'notevole parte del patrimonio' privilegiando la consistenza numeraria dell'importo erogato, integrata dalla valutazione contestuale della vulnerabilita' patrimoniale dell'ente.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Rilevata l'ammissibilita' del concordato in appello per Fornasari e confermata la limitazione del sindacato sulle questioni rinunciate dall'appellante, con conseguente restrizione dei motivi di cassazione esperibili.

  • art. 587 cod. proc. pen.

    La Corte ha escluso l'applicabilita' dell'effetto estensivo dell'impugnazione tra concorrentI quando manca prova di concorso di colpa e quando i fatti per cui uno e' stato assolto non sono sovrapponibili ai fatti oggetto di concordato dell'altro.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alle cause di proscioglimento e alla rinuncia ai motivi di impugnazione in sede di concordato: la Corte ha osservato che questioni rinunciate non sono sindacabili in cassazione salvo specifiche eccezioni.

  • art. 2381 e art. 2392 cod. civ.

    Interpretati a favore di un obbligo attivo degli amministratori non delegati di agire 'informati' e di esercitare vigilanza, con possibilita' di interventi operosi (direttive, avocazione, annotazione del dissenso) quando vi siano segnali di anomalia.

  • d.lgs. n. 385/1993 (Testo Unico Bancario), artt. 70 e 82 commi 2-3

    Richiamati per il regime di responsabilita' e di vigilanza nel settore bancario; la Corte ha considerato rilevante la disciplina sulla tutela del risparmio e le istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia nel valutare la prudenza delle decisioni creditizie.

  • d.lgs. n. 180/2015 art. 36 e d.lgs. n. 10/2015 art. 32 (risoluzione bancaria)

    Confermata la rilevanza penale dello stato d'insolvenza preesistente alla risoluzione: se l'ente era insolvente alla data di avvio della risoluzione, si applicano disposizioni assimilate alla dichiarazione giudiziale di insolvenza ai fini penali.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato per la condanna alle spese e per la liquidazione delle somme dovute dal ricorrente in caso di inammissibilita' del ricorso.

  • art. 78 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.

    La Corte ha rilevato la nullita' o inammissibilita' delle costituzioni di parte civile che non individuano correttamente i soggetti nei cui confronti si esercita l'azione civile, con conseguente annullamento delle statuizioni civili errate.

Massime di principio

  • Le 'operazioni manifestamente imprudenti' si valutano sia in base all'ammontare assoluto delle risorse impiegate sia considerando il contesto di vulnerabilita' patrimoniale dell'ente: non conta solo la percentuale rispetto al patrimonio, ma anche la rilevanza numeraria e le condizioni dell'ente finanziatore.
  • Gli amministratori non delegati di banche hanno l'obbligo attivo di 'agire informati' e devono attivarsi concretamente (richiedere informazioni, avocare operazioni, annotare dissenso, segnalare all'autorita') se emergono 'campanelli d'allarme'; il semplice affidamento passivo sulle relazioni dei delegati non esonera da responsabilita'.
  • In presenza di concordato in appello (art. 599-bis), la possibilita' di sindacare in cassazione e' fortemente limitata per i motivi rinunciati dall'appellante; l'effetto estensivo dell'impugnazione a favore di altri concorrenti e' applicabile solo se sussistono requisiti di concorso e sovrapponibilita' dei fatti.
  • La prescrizione puo' essere dichiarata d'ufficio in cassazione anche se il ricorso non e' inammissibile in tutti i suoi punti; l'eventuale estinzione per prescrizione comporta l'annullamento senza rinvio delle statuizioni penali e civili collegate.
  • Le costituzioni di parte civile devono indicare esplicitamente i soggetti nei confronti dei quali e' promossa l'azione civile (art. 78 c.p.p.); l'omissione e' causa di inammissibilita' e puo' comportare annullamento delle statuizioni civili.

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