Sentenza n. 1036/2026 - Lecce, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di revisione della patente di guida mediante nuovo esame di idoneità psicofisica, unitamente agli atti presupposti della ASL
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, già dipendente della ASL di Taranto con mansioni di autista, ha impugnato il provvedimento del 26 settembre 2024, notificato il 14 ottobre 2024, con cui la Motorizzazione civile ha disposto la revisione della patente di categoria B mediante nuovo esame di idoneità psicofisica. Ha impugnato, ove necessario, anche la comunicazione della ASL, il verbale della Commissione medico-legale del 31 maggio 2024 e gli ulteriori atti presupposti, connessi e consequenziali. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 119, 126 e 128 del d.lgs. 285/1992, difetto di istruttoria, carenza di motivazione, eccesso di potere, difetto dei presupposti, travisamento dei fatti, erroneità, illogicità e ingiustizia manifesta, nonché la violazione degli artt. 3 e 7 della l. 241/1990 e dell’art. 97 Cost. Nel corso del giudizio, la ricorrente è stata sottoposta a nuova visita da parte della ASL e si è vista confermare il titolo di guida, con la sola limitazione dell’obbligo di revisione annuale. Ritenendo tale esito satisfattivo, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative alla legittimità del provvedimento di revisione della patente. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione e può dichiarare di avere perduto l’interesse alla pronuncia. In presenza di tale dichiarazione, il giudice non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire e deve quindi dichiarare l’improcedibilità. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti per la sussistenza di giusti motivi.
Norme richiamate
artt. 119, 126 e 128 d.lgs. 285/1992
Norme indicate dalla ricorrente quali parametri di legittimità del provvedimento di revisione della patente; il TAR non ne ha esaminato l’applicazione nel merito a causa della sopravvenuta carenza di interesse.
artt. 3 e 7 l. 241/1990
Norme invocate per censurare, rispettivamente, la motivazione del provvedimento e la partecipazione procedimentale; le relative censure non sono state esaminate.
art. 97 Cost.
Parametro costituzionale richiamato dalla ricorrente in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità; la questione non è stata esaminata nel merito.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato nel dispositivo quale presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato nel dispositivo, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- La parte ricorrente conserva la piena disponibilità dell’azione amministrativa sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione e può dichiarare di avere perduto l’interesse alla pronuncia.
- Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione, la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire e deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso.
- La sopravvenuta conferma del titolo abilitativo, con eventuali limitazioni ritenute satisfattive dal ricorrente, può determinare la perdita dell’interesse alla decisione sull’impugnazione dell’originario provvedimento sfavorevole.
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