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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13990/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per il reato di ricettazione di un telefono cellulare provento di furto. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge e vizio di motivazione relativo all'elemento soggettivo, sostenendo di aver ricevuto il telefono da una ragazza con cui aveva avuto una relazione e di non essere consapevole della provenienza illecita, prova corroborata da due testimoni; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse valutato correttamente l'inattendibilità delle giustificazioni del ricorrente e delle testimonianze a suo favore, rilevando incongruenze e contraddizioni idonee a minarne la credibilità, e da tali elementi traeva la consapevolezza della provenienza illecita del bene. Ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche alla luce dei precedenti penali del ricorrente. Conseguentemente ha confermato la condanna, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000 alla Cassa delle Ammende. Sentenza a motivazione semplificata

Norme richiamate

  • art. 133 cod. penale

    Il giudice può basare la concessione o il diniego delle circostanze attenuanti generiche su uno qualunque degli elementi indicati dall'art. 133; è sufficiente che emerga un elemento ritenuto prevalente per negare o concedere il beneficio

  • Principio di non sindacabilità in Cassazione della valutazione del fatto

    La Corte ha richiamato il principio giurisprudenziale secondo il quale le valutazioni di fatto e di credibilità compiute dai giudici di merito non sono rivedibili in Cassazione salvo che emergano vizi logico-giuridici macroscopici o manifesta illogicità

Massime di principio

  • Nelle ipotesi di ricettazione la conoscenza della provenienza illecita può essere desunta dal giudice anche indirettamente, valutando la attendibilità delle giustificazioni e delle testimonianze fornite dall'imputato
  • La credibilità dei testimoni e la completezza delle giustificazioni sono decisive: incongruenze e contraddizioni nelle deposizioni possono legittimare la ricostruzione della consapevolezza colposa o dolosa
  • Il mancato convincimento del giudice su un elemento cruciale della difesa (es. identificazione del soggetto che avrebbe ceduto il bene) può essere motivo sufficiente per ritenere la responsabilità, specialmente se quella circostanza poteva agevolmente essere dimostrata
  • Per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche è sufficiente che il giudice ritenga prevalente anche un solo elemento negativo tra quelli indicati dall'art. 133, come i precedenti penali; pertanto l'assenza di precedenti è importante per ottenere attenuanti
  • In Cassazione è difficile rimettere in discussione fatti e valutazioni di credibilità apprezzati in diritto e nel merito; per contrastare efficacemente una valutazione negativa è necessario dimostrare vizi logico-giuridici macroscopici o omissioni rilevanti nel percorso motivazionale
  • Prassi difensiva consigliata in casi simili: produrre prove documentali o circostanziali che corroborino la buona fede, chiamare e assicurare la presenza di testimoni chiave, indicare con precisione dati identificativi di terzi nominati nella difesa e segnalare eventuali errori logici nella motivazione di merito al fine di consentire un sindacato in Cassazione

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