Sentenza n. 13455/2026 - Roma, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazioni dei Lotti 1 Pozzuoli e 5 Napoli di una procedura negoziata per interventi sui gruppi di misura e contatori elettronici e sulla rete di bassa tensione nella Regione Campania, disposte in favore di altro operatore economico
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato gli atti con cui la stazione appaltante ha aggiudicato a un altro operatore economico i Lotti 1 Pozzuoli e 5 Napoli della procedura negoziata con sistema di qualificazione avente a oggetto la gestione dell'utenza nella Regione Campania. La ricorrente contestava, in particolare, la verifica delle buste amministrative e la mancata rilevazione di elementi incidenti sull'affidabilità dell'aggiudicataria, chiedendo l'annullamento delle aggiudicazioni, la dichiarazione di inefficacia del contratto eventualmente stipulato, l'accertamento del diritto all'aggiudicazione e al subentro e, in subordine, il risarcimento per equivalente. La domanda cautelare era stata respinta con ordinanza n. 3098/2026. Nel corso dell'udienza pubblica del 15 luglio 2026 la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente. Secondo il principio dispositivo applicabile anche al processo amministrativo, quando la parte dichiara il venir meno dell'interesse alla decisione il giudice non può procedere all'esame del merito. Il Collegio ha comunque provveduto sulle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, rilevando che la stazione appaltante aveva verificato il possesso dei requisiti generali dell'aggiudicataria ai sensi degli artt. 94 e 95 del d.lgs. n. 36/2023 e dell'atto interno sulle cause di esclusione dall'Albo fornitori, confermando poi l'aggiudicazione all'esito della rivalutazione istruttoria sollecitata dall'istanza di riesame della ricorrente. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il giudice dichiara, anche d'ufficio, il ricorso improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.
La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione impone la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e preclude l'esame del merito.
art. 94 d.lgs. 36/2023
La stazione appaltante ha verificato il possesso dei requisiti generali dell'aggiudicataria.
art. 95 d.lgs. 36/2023
La stazione appaltante ha verificato anche le cause di esclusione non automatica riferibili all'aggiudicataria.
art. 169 d.lgs. 36/2023
È richiamato quale base normativa dell'atto interno della stazione appaltante relativo alle cause di esclusione dall'Albo fornitori.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione preclude l'esame del merito e comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non esonera il giudice dal regolare le spese di lite, che possono essere determinate secondo il criterio della soccombenza virtuale mediante una sommaria valutazione dell'astratta fondatezza della domanda.
- Nelle procedure di gara, la verifica dei requisiti generali dell'aggiudicatario può essere oggetto di rivalutazione istruttoria da parte della stazione appaltante anche a seguito delle contestazioni formulate dall'operatore concorrente.
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