Cassazione Penale, Sentenza n. 31025/2023 del 18/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Brescia che, nel riesame, aveva respinto la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretto e per equivalente, del profitto relativo ai reati previsti dagli artt. 2 e 8 d.lgs. 74/2000, contestati a Benzoni quale legale rappresentante della EGB Eredi Guarini Sri. Due censure principali: (1) violazione degli artt. 125, comma 3, e 321, commi 1 e 2, c.p.p. per aver ritenuto sussistente il periculum in mora senza una motivazione adeguata e avendo operato una ricostruzione solo parziale del patrimonio sottoposto a vincolo; (2) violazione dell'art. 321 c.p.p. per avere esteso illegittimamente il sequestro a somme affluite su conto corrente aperto successivamente al provvedimento genetico e derivanti da operazioni lecite (quindi non soggette a confisca).
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il secondo motivo per difetto d'interesse, poiché l'impugnazione era stata proposta solo da Benzoni in proprio mentre l'interesse alla doglianza sulle somme versate su quel conto era della società EGB Eredi Guarini Sri, non impugnante. Sul primo motivo la Corte ha accolto parzialmente il ricorso: ha ritenuto illegittima la valutazione del Tribunale che aveva ritenuto il periculum in mora sussistente sulla base dell'unica considerazione della insufficiente capienza patrimoniale, equiparando in tal modo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca al sequestro conservativo. La Corte ha affermato che la mera insufficienza patrimoniale non legittima automaticamente il periculum e che il giudice deve fornire una motivazione prognostica sui rischi concreti di depauperamento o dispersione dei beni nel tempo. Pertanto l'ordinanza impugnata è annullata limitatamente alla valutazione del periculum in relazione al sequestro nei confronti di Benzoni Marco e la causa è rinviata al Tribunale di Brescia per nuovo esame; il resto del ricorso è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato come norma rilevante nella censura: concerne profili procedurali connessi al riesame delle misure cautelari; la Corte considera le deduzioni attinenti alla valutazione del periculum
art. 321, commi 1 e 2, cod. proc. pen.
Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca e il relativo requisito del periculum in mora; la Corte richiama l'obbligo motivazionale del giudice circa il periculum fondato su una prognosi sugli eventi che possono pregiudicare l'esecuzione della confisca
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. (mod.), L. 18/12/2020, n. 176
Normativa richiamata in relazione alle richieste scritte del Pubblico Ministero trasmesse ai sensi di tale disposizione; attiene alla partecipazione del PM nelle fasi processuali indicate
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Richiama il limite della cassazione in materia di misure cautelari reali: il ricorso per cassazione è ammesso soltanto per violazione di legge
art. 316, cod. proc. pen.
Norma sul sequestro conservativo: la Corte la usa per spiegare la differenza tra sequestro conservativo e sequestro preventivo finalizzato alla confisca e per escludere che i relativi automatismi si applichino alla confisca di valore
art. 2740 cod. civ.
Richiamato per spiegare la funzione della garanzia patrimoniale nell'ambito del sequestro conservativo; principio civile che regola la responsabilità patrimoniale obbligatoria
Giurisprudenza: Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade) e successive pronunce (es. Guarrera, Migliaro, Beni)
La Corte richiama l'orientamento delle Sezioni unite che impone al provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca una motivazione specifica sul periculum, con riferimento ai rischi di modifica, dispersione o alienazione dei beni nel corso del giudizio; tuttavia sottolinea che non è ammesso un automatismo fondato sulla sola insufficienza patrimoniale
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede sempre una motivazione specifica e prognostica sul "periculum in mora": non basta affermare l'insufficienza patrimoniale per ritenere automaticamente sussistente il pericolo di dispersione.
- La mera mancanza o insufficienza della garanzia patrimoniale non può fungere da automatismo per l'adozione del sequestro finalizzato alla confisca; il giudice deve valutare eventi concreti e futuribili che possano pregiudicare l'esecuzione della confisca.
- Il sequestro conservativo e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca hanno finalità e presupposti differenti: non sono trasferibili automaticamente le regole (es. automatismi motivazionali) dall'uno all'altro istituto.
- In sede di riesame il tribunale è tenuto a valutare autonomamente i presupposti della misura cautelare (fumus e periculum), ma non è obbligato a esaminare aspetti fattuali non dedotti o devoluti specificamente dall'impugnante.
- L'interesse a impugnare una misura patrimoniale spetta a chi abbia interesse diretto (es. la società proprietaria dei fondi): una parte senza interesse soggettivo può vedere dichiarata inammissibile la gravame su taluni profili.
- In cassazione contro provvedimenti di riesame delle misure cautelari reali è rimessa una tutela limitata: il rimedio è esercitabile per violazione di legge (esistenza o mera apparenza della motivazione), non per semplice illogicità manifesta della motivazione.
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