Sentenza n. 856/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'ottemperanza - alla sentenza del Tribunale di Benevento - sez. Lavoro, - n. 909/2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Benevento, Sezione lavoro, n. 909/2023, recante l'ordine di accreditare euro 2.500,00 sulla carta elettronica docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Benevento, Sezione lavoro, n. 909/2023. Ha dimostrato che il titolo era stato notificato all'amministrazione il 27 ottobre 2023 e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. A seguito di ordinanza istruttoria del TAR, ha inoltre depositato il certificato di passaggio in giudicato della sentenza. L'amministrazione, costituita senza svolgere difese, non ha provato di avere dato esecuzione al titolo mediante la costituzione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente e l'accredito dell'importo di euro 2.500,00.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo assolto dalla ricorrente l'onere di provare la notificazione del titolo esecutivo, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni e il passaggio in giudicato della sentenza. Poiché l'amministrazione non ha dimostrato l'avvenuta esecuzione, il Collegio ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e all'Ufficio Scolastico Regionale della Campania di eseguire la sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione, mediante l'accredito di euro 2.500,00 sulla carta elettronica docente. Per l'eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Direzione generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero, o un suo delegato, con ulteriori 60 giorni per provvedere e spese a carico dell'amministrazione inadempiente. L'amministrazione è stata inoltre condannata alle spese del giudizio, liquidate in euro 500,00 oltre accessori di legge e contributo unificato.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di ulteriore inerzia, un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
Le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici non economici completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto.
Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo deve essere decorso prima di poter pretendere giudizialmente l'esecuzione nei confronti dell'amministrazione statale.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto una sentenza di condanna al pagamento di somme da parte di un'amministrazione statale, il ricorrente deve provare la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996.
- Quando il ricorrente documenta il passaggio in giudicato del titolo e l'amministrazione non dimostra di avervi dato esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato.
- In caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione dopo l'ordine giudiziale di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche individuandolo in un dirigente dell'amministrazione, con facoltà di delega e spese a carico dell'amministrazione inadempiente.
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