Cassazione Penale, Sentenza n. 12211/2024 del 25/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
De Carlo Antonino aveva depositato il 7/08/2023 un'istanza per l'applicazione di una pena sostitutiva in base alle disposizioni transitorie dell'art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, con riferimento alla pena della sentenza di condanna per più reati di furto aggravato. Il Tribunale di Marsala, quale giudice dell'esecuzione, con provvedimento del 3/08/2023 aveva dichiarato la propria incompetenza a favore del G.i.p.; il G.i.p. con ordinanza del 21/08/2023 ha sollevato conflitto di competenza ex art. 28 c.p.p. rilevando che, al momento del deposito dell'istanza, la sentenza irrevocabile resa per ultima era quella del Tribunale di Marsala del 13/12/2018, confermata dalla Corte d'appello di Palermo il 30/09/2021 (definitiva il 4/07/2023). La questione centrale era dunque determinare quale fosse il giudice dell'esecuzione competente, in presenza di più provvedimenti esecutivi nei confronti della stessa persona.
La decisione
La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto negativo e, in applicazione dei principi di competenza funzionale del giudice dell'esecuzione (basati sulla sentenza divenuta irrevocabile per ultima e sulle regole dell'art. 665 c.p.p.), ha affermato la competenza del Tribunale di Marsala. La decisione si è fondata sul fatto che la Corte d'appello di Palermo aveva confermato la sentenza di primo grado senza operare una riforma sostanziale, per cui, ai sensi dell'art. 665, comma 2, la competenza resta al giudice di primo grado (Tribunale di Marsala). Il PG e il difensore dell'imputato si sono associati alle conclusioni a favore del Tribunale di Marsala.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Norma sulla risoluzione dei conflitti di competenza; invocata per la sollevazione del conflitto negativo tra giudici che si sono rifiutati di prendere cognizione del procedimento esecutivo.
art. 32 cod. proc. pen.
Strumento procedurale che consente alla Corte di decidere sul conflitto di competenza; richiamato per giustificare la decisione della Corte sulla stasi procedurale.
art. 665 cod. proc. pen.
Principio che assegna la competenza del giudice dell'esecuzione al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima; comma 2 specifica che se in appello la pronuncia è confermata o riformata solo in relazione alla pena, la competenza resta del giudice di primo grado.
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Disposizioni transitorie relative all'applicazione di pene sostitutive richiamate dall'istanza di De Carlo; la norma costituiva il fondamento sostanziale dell'istanza ma non ha inciso sulla determinazione della competenza del giudice dell'esecuzione.
Massime di principio
- Quando più sentenze di condanna sono state emesse nei confronti della stessa persona, la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione si determina sulla base della sentenza divenuta irrevocabile per ultima.
- Se la sentenza di appello conferma la pronuncia di primo grado o la riforma riguarda soltanto la sola entità della pena, ai sensi dell'art. 665, comma 2, la competenza del giudice dell'esecuzione è del giudice di primo grado; viceversa, se l'appello ha operato una riforma sostanziale, la competenza spetta al giudice d'appello.
- In caso di conflitto negativo (entrambi i giudici si ritengono incompetenti), la procedura prevista dagli artt. 28 e 32 c.p.p. consente alla Corte di risolvere la stasi e di individuare il giudice competente.
- La presentazione di istanze esecutive basate su norme transitorie (es. art. 95 d.lgs. 150/2022) non modifica il criterio temporale della 'sentenza irrevocabile per ultima' per la determinazione della competenza del giudice dell'esecuzione.
- Difensore e P.G. possono concordare sulla soluzione della competenza, ma la valutazione ultima spetta alla Corte chiamata a dirimere il conflitto procedurale.
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