Cassazione Penale, Sentenza n. 4364/2022 del 08/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio delle tre aree dell'autocarrozzeria del ricorrente. Il ricorso contestava: 1) la non applicazione dell'ordinanza regionale (ex d.l. 6/2020 conv. legge 13/2020) che avrebbe aumentato il limite del deposito temporaneo fino al 50% (da 30 mc a 45 mc), rendendo legittimo lo stoccaggio dichiarato di circa 40 mc; 2) la valutazione del Tribunale sul volume dei rifiuti (ritenuto pari a 102/103 mc) in contrasto con l'accertamento della polizia municipale del 11/02/2021; 3) la presunta apoditticità nella delimitazione delle aree sottoposte a sequestro; 4) la nullità del decreto di sequestro probatorio per mancanza della motivazione sulle finalità probatorie e per carenza di indicazione dei quantitativi e della descrizione dei fatti contestati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati il primo e il secondo motivo perché la determinazione del quantitativo (circa 102/103 mc) è un giudizio di fatto non sindacabile in Cassazione e comunque eccedente il limite anche considerando l'eventuale incremento regionale. Il terzo motivo è stato respinto perché il decreto di sequestro probatorio indicava con precisione le aree (esprimendo le superfici in mq) e il collegamento con i rifiuti. Il quarto motivo è stato considerato manifestamente infondato poiché il decreto conteneva la formulazione dell'incolpazione provvisoria, la descrizione del fatto e l'indicazione delle finalità probatorie; il richiamo all'autorizzazione ex art. 208 è risultato non pertinente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 152/2006 - art. 256, comma 1 (gestione illecita di rifiuti)
La Corte conferma che lo stoccaggio senza autorizzazione che non rispetti condizioni di qualità, tempo, quantità e caratteristiche organizzative previste per il deposito temporaneo integra il reato di cui all'art. 256, comma 1.
d.lgs. 152/2006 - art. 185-bis, comma 2, lett. b) (deposito temporaneo)
La norma fissa limiti quantitativi e temporali per il deposito temporaneo; il superamento di tali limiti esclude la qualificazione di 'deposito temporaneo' legittimo e può integrare illecito penale.
d.lgs. 152/2006 - art. 183 (definizione di deposito temporaneo)
Fornisce la nozione e i requisiti tecnici/temporali/quantitativi del deposito temporaneo che devono essere rispettati per escludere l'illecito.
D.L. 23/02/2020 n.6 convertito (legge 5/03/2020 n.13) e ordinanza del Presidente della Regione Lazio 1/04/2020
Misure emergenziali che potevano temporaneamente elevare i limiti di deposito temporaneo; la Corte però ritiene che l'aumento non valga a salvare la condotta quando il quantitativo accertato risulti comunque superiore al limite esteso e la relativa misura sia applicabile solo nei termini temporali previsti.
cod. proc. pen. artt. 192, 193, 253
Norme processuali relative al sequestro e al riesame. La Corte ha ritenuto conformi la motivazione e l'indicazione delle aree e delle finalità probatorie del decreto impugnato.
cod. proc. pen. art. 616
Richiamato per la condanna alle spese processuali del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.
d.lgs. 152/2006 - art. 208
Norma sull'autorizzazione per impianti di recupero; la Corte ha ritenuto che il riferimento fosse non pertinente rispetto alla condotta contestata (stoccaggio illecito) nella fase valutata.
Massime di principio
- In materia di rifiuti, la qualificazione del deposito come 'temporaneo' dipende da requisiti di tempo, quantità e conformità tecnica: il loro accertamento è fatto tipicamente in fatto e difficilmente sindacabile in Cassazione.
- Gli aumenti temporanei dei limiti (es. disposizioni emergenziali regionali o nazionali) sono valutati alla luce della loro effettiva applicabilità temporale e non neutralizzano l'illecito se il quantitativo accertato è comunque superiore al nuovo limite.
- Per impugnare con successo un sequestro probatorio è necessario dimostrare vizi formali o assenza di motivazione sulle finalità probatorie o sull'individuazione dell'oggetto del sequestro; una descrizione puntuale delle aree e delle finalità rende il decreto solido.
- Il richiamo ad autorizzazioni ex art. 208 (impianti di recupero) non è automaticamente rilevante per la valutazione della illiceità dello stoccaggio: va verificata la pertinenza normativa rispetto alla condotta contestata.
- Le decisioni di merito sulla quantità dei rifiuti e sulla sussistenza del fumus del reato costituiscono valutazioni di fatto che la Corte di Cassazione non rivede se basate su adeguata istruttoria documentale.
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