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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25769/2024 del 02/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del GUP che aveva dichiarato il reato estinto per prescrizione, sostenendo che il GUP ha errato nel calcolo del termine di prescrizione. In particolare, il GUP aveva sospeso il processo per irreperibilità dell'imputato ai sensi dell'art. 420‑quater, comma 2, cod. proc. pen., fissando la data di scadenza della prescrizione nel 27 marzo 2023 e quindi pronunciando nel 15 novembre 2023 la declaratoria di estinzione. Il PG ha rilevato invece che, trattandosi del reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (cocaina), la pena edittale è 6-20 anni e pertanto, ai sensi degli artt. 157 e ss. cod. proc. pen., il termine ordinario di prescrizione è di 20 anni con termine massimo di 25 anni, sicché la prescrizione non sarebbe maturata nel 2023 per i fatti commessi nel 2015.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per cassazione del Procuratore Generale, ritenendolo fondato. Ha verificato la legittimazione del Procuratore Generale all'impugnazione (con riferimento anche all'acquiescenza del Procuratore della Repubblica ai sensi dell'art. 593‑bis) e l'ammissibilità del ricorso per saltum ex art. 569 cod. proc. pen. Ha ritenuto errata la declaratoria di estinzione per prescrizione del GUP, poiché il reato di cui all'art. 73 DPR 309/90 è punito con reclusione 6-20 anni e dunque il termine di prescrizione ordinario è di 20 anni (massimo 25), perciò la prescrizione relativa ai fatti del 2015 maturerà nel 2040. Ha perciò annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte di Appello di Bologna.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamata come norma applicata dal GUP nella dichiarazione di non luogo a procedere per prescrizione; utile per inquadrare il provvedimento impugnato

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Individua il reato contestato (cessione di stupefacenti) con pena da 6 a 20 anni; la Corte usa questa soglia edittale per calcolare il termine di prescrizione (20 anni ordinari, 25 anni massimo)

  • art. 420‑quater, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 420 quater, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma che consente la sospensione del processo e il rinnovo delle ricerche in caso di irreperibilità dell'imputato; il GUP aveva disposto la sospensione, ma la Corte ha ritenuto che ciò non legittimava la dichiarazione di prescrizione nella data indicata dal GUP

  • art. 593‑bis cod. proc. pen.

    art. 593 bis cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione all'acquiescenza del Procuratore della Repubblica e alla legittimazione del Procuratore Generale a proporre impugnazione

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso per cassazione per saltum avverso la decisione assunta in sede di GUP; la Corte conferma l'ammissibilità del ricorso per saltum contro la sentenza di non luogo a procedere

  • art. 428, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 428, comma 3, cod. proc. pen.

    Regola la competenza e le modalità decisorie della Corte di Appello nelle impugnazioni della sentenza di non luogo a procedere; la Corte richiama le conseguenze procedurali in caso di accoglimento dell'impugnazione del pubblico ministero

  • art. 157 e ss. cod. proc. pen.

    art. 157 e ss. cod. proc. pen.

    Norme usate per il calcolo del termine di prescrizione in funzione della pena edittale applicabile

  • art. 425 cod. proc. pen.

    Riferimento alla natura della sentenza di non luogo a procedere impugnata; la Corte ne valuta l'impugnabilità

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato per le forme della decisione in camera di consiglio nella Corte di Appello

  • artt. 429 e 431 cod. proc. pen.

    artt. 429 e 431 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla formazione del fascicolo del dibattimento nel caso in cui la Corte di Appello disponga il giudizio

Massime di principio

  • La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione deve essere fondata su un corretto calcolo del termine di prescrizione basato sulla pena edittale applicabile; errori nel calcolo possono essere annullati in Cassazione.
  • La sospensione del processo per irreperibilità dell'imputato ai sensi dell'art. 420‑quater non determina automaticamente l'intervenuta prescrizione alla data fissata dal GUP: è necessario verificare l'effettivo decorso dei termini e l'eventuale prolungamento previsto dalla legge.
  • Per reati con pene elevate (es. art. 73 DPR 309/90) i termini di prescrizione ordinari e massimi sono significativamente lunghi (20 e 25 anni): prima di dichiarare l'estinzione per prescrizione occorre accertare se tali termini siano realmente maturati.
  • Il Procuratore Generale è legittimato a impugnare sentenze di non luogo a procedere quando sussistono i requisiti procedurali (anche tramite acquiescenza del Procuratore della Repubblica), e il ricorso per cassazione per saltum ex art. 569 è uno strumento esperibile contro decisioni del GUP in determinate condizioni.
  • In caso di accoglimento dell'impugnazione del pubblico ministero, la Corte di Appello può ordinare il rinvio per nuovo giudizio o disporre la formazione del fascicolo di dibattimento secondo le norme procedurali; quindi l'annullamento per prescrizione errata conduce di regola a un nuovo esame del merito o alla riproposizione del processo in grado d'appello.

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