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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44367/2022 del 22/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Casinelli era stata condannata per ricettazione per avere ricevuto e versato due assegni bancari contraffatti a lei intestati. In cassazione la difesa ha chiesto la riqualificazione del fatto in falsificazione (artt. 485 e 491 c.p.), sostenendo che la disponibilita a riscuotere assegni "clonati" denotava un concorso nel reato presupposto; la Corte territoriale aveva escluso il concorso ritenendo impossibile per la ricorrente la materiale contraffazione per ragioni anagrafiche e socio-economiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato di ricettazione è estinto per intervenuta prescrizione. Inoltre la Corte ha ritenuto che la Corte di Appello aveva erroneamente circoscritto il concorso nel reato presupposto alla sola attività materiale di contraffazione, mentre la partecipazione può consistere anche nella disponibilità a riscuotere i titoli una volta contraffatti. Tuttavia, dato che il delitto si è prescritto e non risultano cause di sospensione, la sentenza è annullata senza rinvio per estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La condotta contestata era stata qualificata come ricettazione: ricevere o acquistare cose provenienti da reato sapendolo. La Corte ha comunque rilevato che, se risultasse concorso nel reato presupposto, la riqualificazione sarebbe dovuta.

  • art. 485 cod. pen. (falsificazione di carta)

    La difesa sosteneva che i fatti dovessero essere ricondotti alla falsificazione in concorso, prospettando che la disponibilità a riscuotere assegni contraffatti possa integrare partecipazione al reato presupposto.

  • art. 491 cod. pen. (altri delitti contro l'incolumità e l'ordine pubblico dei mezzi di pagamento?)

    Citato dalla difesa come norma attinente alla contraffazione degli strumenti di pagamento; la questione era se la ricorrente avesse concorso nel reato presupposto disciplinato anche da norme affini.

  • art. 23 comma 8 DL 137/2020

    Norma richiamata in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del Procuratore Generale: procedimento formale con cui il PG ha espresso conclusione sull'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La qualificazione tra ricettazione e concorso nel reato presupposto non si risolve esclusivamente sulla base della capacità tecnica di eseguire la contraffazione: la partecipazione può consistere anche nella disponibilità a incassare o utilizzare titoli contraffatti.
  • Nel valutare il concorso nel reato presupposto il giudice deve considerare tutti gli elementi indiziari (comportamento tenuto, rapporti con gli autori materiali, benefici derivanti) e non limitarsi a valutazioni anagrafiche o socio-economiche dell'imputato.
  • Se sussistono ragioni fondate per ritenere possibile il concorso dell'imputato nel reato presupposto, la qualificazione in ricettazione può essere erronea e richiedere approfondimento, salvo che il reato sia già estinto per prescrizione.
  • La prescrizione sopraggiunta estingue il reato e determina l'annullamento della sentenza senza rinvio quando non permangono questioni sostanziali da determinare sul punto.
  • In cassazione non è possibile ottenere una rivalutazione di merito che riproponga doglianze già affrontate in appello salvo che la censura non sia manifestamente infondata; tuttavia errori di diritto della Corte territoriale possono comunque essere rilevati e possono incidere sulla qualificazione del fatto.
  • Per l'accertamento della responsabilità per reati relativi a strumenti di pagamento contraffatti è essenziale l'istruttoria documentale e testimoniali che chiariscano la provenienza dei titoli e il ruolo concreto dell'imputato nella loro circolazione.

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