Cassazione Penale, Sentenza n. 20699/2022 del 27/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava la conferma della custodia cautelare in carcere sul presupposto che le prove a carico di Zampini fossero insufficienti: la partecipazione all'associazione sarebbe stata dedotta da una sola presunta estorsione e da poche intercettazioni (quattro, in un arco di un mese), senza attività di captazione diretta sul ricorrente, senza contatti probatori con gli altri presunti sodali, senza prova di un ruolo operativo stabile né di percezione di utilità economiche; inoltre le persone indicate come offese avevano negato l'estorsione e vi sarebbero problemi di identificazione vocale nelle intercettazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la motivazione del Tribunale del Riesame ritenendola insufficiente a dimostrare la gravità del quadro indiziario in relazione al reato di associazione mafiosa (art. 416-bis) e all'estorsione contestata, osservando che gli interventi di Zampini nelle conversazioni erano sporadici e non indicativi di un ruolo stabile o attivo; ha rilevato l'assenza di indizi che colleghino Zampini in modo duraturo all'organizzazione e l'insufficienza della prova in ordine alle estorsioni imputate. Per questi motivi ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Napoli per nuovo esame. Non è disposta automatica rimessione in libertà: la sentenza è trasmessa al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art.94 disposizioni di attuazione c.p.p.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
La partecipazione a un'associazione di tipo mafioso richiede un contributo causale stabile al programma criminale: atti occasionali, pur a favore dell'associazione, non sono automaticamente sufficienti a integrare il reato. Il giudice cautelare deve motivare la sussistenza di una partecipazione stabile.
art. 629 cod. pen.
Norma sul reato di estorsione; la Corte ha sottolineato l'esigenza di individuare con chiarezza la condotta di violenza o minaccia e la persona offesa per ritenere sussistente l'indizio di colpevolezza.
art. 275 comma 3 cod. proc. pen.
Riferimento alla presunzione prevista dall'art.275 c.p.p. relativa alle esigenze cautelari: la difesa può indicare elementi per confutare la sussistenza di tali esigenze e il giudice del riesame deve valutare concretamente tali circostanze.
art. 292 cod. proc. pen.
Il riesame deve verificare i requisiti formali dell'ordinanza cautelare e il giudice deve conformare la motivazione ai criteri indicati nell'art.292 (esposizione dei fatti, valutazione degli indizi, esigenze cautelari).
art. 546 cod. proc. pen.
Modello di motivazione cui il giudice deve attenersi; la Corte ricorda che la motivazione del provvedimento cautelare deve seguire tale schema, adattato al carattere indiziario della decisione.
art. 606 cod. proc. pen.
Richiamata nella giurisprudenza citata: disciplina i limiti del controllo in sede di impugnazione, ma la Corte conferma che in materia cautelare è consentito il controllo sulla congruità della valutazione indiziaria.
art. 309 co. 7 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la competenza a procedere dopo annullamento con rinvio; la causa è rinviata al Tribunale di Napoli per nuovo esame.
art. 94 disposizioni di attuazione del cod. proc. pen.
art. 94, commi 1-ter e 1-bis disposizioni di attuazione c.p.p.
Stabilisce l'obbligo di trasmettere copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti sulla permanenza in carcere dell'indagato; la Corte ha disposto tale trasmissione.
Massime di principio
- Per confermare una misura cautelare per associazione mafiosa è necessario dimostrare indizi di partecipazione stabili e ripetuti: atti occasionale non bastano.
- La qualità e la quantità delle intercettazioni sono decisive: poche conversazioni sporadiche, senza identificazioni certe o riscontri, non formano di per sé un quadro indiziario grave.
- Il giudice del riesame deve motivare congruamente come gli elementi indiziari incontrino i canoni di logica e le regole di diritto; la mera evocazione di scenari incriminanti senza spiegare il nesso con il singolo indagato è insufficiente.
- In caso di estorsione è necessario individuare chiaramente la condotta di violenza/minaccia e la vittima: la negazione della vittima o la mancata identificazione indeboliscono l'accusa.
- La difesa può efficacemente contestare le esigenze cautelari con elementi concreti (assenza di pericolo di fuga, poche e sporadiche captazioni, mancanza di profitti): il giudice deve valutarli e motivare il superamento della presunzione cautelare.
- L'annullamento con rinvio non implica automaticamente la scarcerazione: sono previsti adempimenti amministrativi e il nuovo esame da parte del giudice di merito.
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