Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 8671/2026 - Roma, Sezione 2B

per la condanna dell’Amministrazione, previo accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento formatosi in relazione all’istanza trasmessa dalla ricorrente a Roma Capitale in data 31.7.2025 (e reiterata in data 3.11.2025), a procedere alla demolizione d’ufficio delle opere abusive oggetto della determinazione dirigenziale del Comune di Roma n. 856 del 18/5/2007, prot. Comune di Roma, Municipio Roma Delle Torri CH 35392;

Giustizia amministrativa202602109

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio inadempimento sulle istanze del 31 luglio 2025 e del 3 novembre 2025 volte a ottenere la demolizione d’ufficio di opere abusive oggetto di un ordine di demolizione del 18 maggio 2007

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (comproprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, comproprietaria al 50% dell’immobile insieme al fratello, ha dedotto che quest’ultimo, quale unico detentore del bene, si sarebbe rifiutato di eseguire l’ordine di demolizione delle opere abusive adottato da Roma Capitale nel 2007. Ha quindi chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione sulle istanze presentate il 31 luglio 2025 e reiterate il 3 novembre 2025, nonché la condanna dell’ente a procedere direttamente alla demolizione d’ufficio. Roma Capitale ha eccepito che il silenzio sarebbe venuto meno in ragione di una nota interna del 6 marzo 2026, relativa all’iscrizione a bilancio delle somme necessarie agli adempimenti. Il controinteressato ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondata l’azione nei limiti della richiesta di un riscontro espresso. La ricorrente è legittimata ad agire ai sensi dell’art. 117 c.p.a., poiché destinataria dell’ordine di demolizione e titolare di un interesse giuridicamente tutelabile a ottenere una risposta alle proprie istanze. La nota del 6 marzo 2026 non ha fatto venir meno il silenzio, perché non è stata comunicata alla ricorrente e costituisce una mera interlocuzione interna tra Roma Capitale e l’Avvocatura capitolina, quindi un atto endoprocedimentale. Il ricorso è stato pertanto accolto parzialmente, con condanna di Roma Capitale a riscontrare l’istanza del 31 luglio 2025 entro 30 giorni dalla pubblicazione della sentenza. È stata invece respinta la domanda di condanna dell’Amministrazione all’adozione della demolizione d’ufficio, poiché tale statuizione presupporrebbe un positivo e attuale accertamento della fondatezza della pretesa sostanziale, non possibile sulla base del materiale probatorio disponibile. Roma Capitale e il controinteressato sono stati condannati, ciascuno, al pagamento di 1.000 euro di spese di lite, oltre accessori, con ripetizione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    ordine di demolizione, ex art. 33 TUED

    L’ordine di demolizione adottato nel 2007 prevedeva, in caso di inottemperanza, l’intervento d’ufficio dell’Amministrazione.

  • art. 31 c.p.a.

    Consente, insieme all’art. 117 c.p.a., di ottenere la condanna dell’Amministrazione a provvedere sull’istanza rimasta senza riscontro.

  • art. 117 c.p.a.

    azione ex art. 117 c.p.a.

    La titolarità di un interesse giuridicamente tutelabile a ottenere una risposta espressa legittima il destinatario dell’azione amministrativa a proporre il giudizio avverso il silenzio.

Massime di principio

  • Il destinatario di un ordine di demolizione che abbia presentato all’Amministrazione un’istanza volta all’esecuzione d’ufficio dell’ordine è legittimato a proporre l’azione avverso il silenzio quando l’Amministrazione non fornisca un riscontro espresso.
  • Una comunicazione interna tra uffici dell’Amministrazione, non trasmessa all’istante e relativa agli adempimenti preparatori, ha natura endoprocedimentale e non supera il silenzio-inadempimento nei confronti del richiedente.
  • Nel giudizio avverso il silenzio il giudice può condannare l’Amministrazione a provvedere sull’istanza entro un termine, ma non può imporre l’adozione del provvedimento richiesto quando la fondatezza della pretesa sostanziale non sia positivamente accertabile sulla base degli atti disponibili.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.