Sentenza n. 942/2026 - Genova, Sezione 1
per l’annullamento del provvedimento del Comune di Savona – Settore Gestione Cultura, Turismo ed Attività Produttive – Ufficio Suolo Pubblico, prot. n. 27265 del 27.03.2023, avente ad oggetto: “Occupazione abusiva di suolo pubblico. Determinazione dell’indennità ed irrogazione della sanzione amministrativa per gli anni 2021 e 2022”; del “Regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico e la diffusione di messaggi pubblicitari e per l’applicazione del relativo canone”, nella parte in cui prescrive il rilascio di specifica concessione e l’accertamento di occupazione abusiva anche nelle ipotesi di esonero o esclusione del canone di occupazione di suolo pubblico per carenza dei presupposti; di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale, ancorché non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale di accertamento dell’occupazione abusiva di suolo pubblico, determinazione dell’indennità e irrogazione di sanzioni per gli anni 2021 e 2022, nonché regolamento comunale sul canone unico patrimoniale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato il provvedimento con cui il Comune ha ritenuto abusiva l’occupazione del soprassuolo comunale determinata dagli attraversamenti di strade comunali mediante pontoni e viadotti dell’autostrada A10, chiedendo il pagamento del canone unico patrimoniale, delle maggiorazioni e delle sanzioni. È stato altresì impugnato il regolamento comunale nella parte in cui richiederebbe una specifica concessione e qualificherebbe come abusiva l’occupazione anche quando il canone fosse escluso o non dovuto. La ricorrente ha dedotto, in sintesi, l’assenza dei presupposti di fatto e di diritto dell’obbligazione, l’inapplicabilità del canone a un’opera autostradale autorizzata e realizzata da decenni sulla base di leggi statali e nell’ambito di una concessione statale, nonché l’illegittimità delle maggiorazioni e delle sanzioni. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario e ha contestato nel merito la fondatezza del ricorso. Il TAR ha rilevato d’ufficio, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., anche il problema della giurisdizione e dell’ammissibilità dell’impugnazione regolamentare.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile in parte e lo ha rigettato per il resto. Quanto al provvedimento applicativo, ha declinato la giurisdizione amministrativa in favore del giudice tributario, ritenendo che la pretesa relativa al canone unico patrimoniale, alle maggiorazioni e alle sanzioni abbia natura tributaria. Ha richiamato la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 12225/2026, secondo cui il CUP ha natura tributaria, prescinde dal rilascio di una concessione e si applica anche alle occupazioni abusive o prive di titolo; le relative controversie rientrano quindi nella giurisdizione tributaria. L’impugnazione del regolamento comunale è stata dichiarata inammissibile per carenza originaria di interesse, poiché l’esistenza o l’assenza della concessione non incide sull’an debeatur del canone. Anche considerando la censura come riferita all’assenza di un’esenzione per gli attraversamenti autostradali, il TAR l’ha ritenuta infondata: secondo la giurisprudenza della Cassazione, l’occupazione dello spazio sovrastante strade comunali o provinciali mediante manufatti autostradali è soggetta al prelievo anche quando l’opera sia stata autorizzata dalla legge e realizzata da un concessionario. L’esenzione prevista per lo Stato e gli enti pubblici non si applica alla società concessionaria, perché l’occupazione è imputabile a quest’ultima e l’attività è svolta in forma societaria e lucrativa. Le spese sono state compensate per la novità della questione.
Norme richiamate
art. 1, commi 816-847, l. 27 dicembre 2019, n. 160
Il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria
La disciplina istituisce il canone unico patrimoniale, ne individua il presupposto nell’occupazione anche abusiva di aree demaniali o del patrimonio indisponibile e attribuisce al prelievo natura tributaria.
art. 1, comma 819, l. 27 dicembre 2019, n. 160
Il presupposto del canone è: a) l’occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico
L’occupazione, anche abusiva e anche degli spazi soprastanti il suolo pubblico, costituisce presupposto del CUP.
art. 1, comma 823, l. 27 dicembre 2019, n. 160
Il titolare dell’autorizzazione o della concessione ovvero, in mancanza, il soggetto che effettua l’occupazione o la diffusione dei messaggi pubblicitari in maniera abusiva
Il soggetto passivo è individuato nel titolare del titolo oppure, in sua assenza, nell’occupante di fatto, anche abusivo.
art. 1, comma 835, l. 27 dicembre 2019, n. 160
Il versamento del canone è effettuato, direttamente agli enti, contestualmente al rilascio della concessione o dell’autorizzazione all’occupazione o alla diffusione dei messaggi pubblicitari
Il rilascio della concessione rileva per la scansione procedimentale del pagamento, ma non costituisce necessariamente il presupposto dell’obbligazione, che può sorgere anche senza titolo.
art. 2 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Le controversie concernenti la pretesa tributaria relativa al CUP, comprese maggiorazioni e sanzioni, appartengono alla giurisdizione tributaria.
art. 38 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province.
La fattispecie impositiva comprende ogni occupazione di strade comunali o provinciali, anche priva di titolo e anche quando trovi fondamento in una legge o in un’opera pubblica.
art. 39 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Il prelievo è dovuto dal titolare della concessione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie sottratta all’uso pubblico.
art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
L’esenzione per lo Stato e gli enti pubblici richiede che l’occupazione sia direttamente ascrivibile al soggetto esente e non opera per l’occupazione realizzata da una società concessionaria.
art. 822 cod. civ.
Le strade, le autostrade e le strade ferrate fanno parte del demanio pubblico se appartengono allo Stato
La qualificazione demaniale statale della strada non è automatica: una strada interessata da un’opera autostradale può appartenere a un ente territoriale diverso dallo Stato.
art. 12, ultimo comma, l. 24 luglio 1961, n. 729
La previsione dei poteri degli enti proprietari sulle cautele e opere provvisionali conferma la possibile appartenenza del tratto stradale a un’amministrazione diversa dallo Stato.
art. 11 c.p.a.
Il giudice amministrativo, rilevato il difetto di giurisdizione, indica il giudice tributario quale giudice munito di giurisdizione.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Il giudice può sottoporre alle parti una questione rilevata d’ufficio, assegnando un termine per il contraddittorio prima della decisione.
Massime di principio
- Il canone unico patrimoniale previsto dall’art. 1, commi 816-847, l. n. 160/2019 ha natura tributaria; le controversie relative alla sua debenza, comprese maggiorazioni e sanzioni, appartengono alla giurisdizione del giudice tributario.
- L’obbligazione relativa al canone unico patrimoniale sorge in presenza dell’occupazione, anche abusiva o priva di titolo, di aree demaniali o del patrimonio indisponibile e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico; il rilascio della concessione non è condizione necessaria dell’an debeatur.
- L’impugnazione del regolamento comunale è priva di interesse quando mira a contestare l’obbligo di concessione o la qualificazione dell’occupazione come abusiva, se tali elementi non incidono sull’esistenza dell’obbligazione tributaria.
- L’occupazione dello spazio sovrastante strade comunali o provinciali mediante ponti, cavalcavia o viadotti necessari alla realizzazione di una rete autostradale è soggetta al prelievo, anche se l’opera è stata autorizzata o prevista da leggi statali e l’occupazione è legittima.
- L’esenzione prevista per lo Stato e gli enti pubblici non si estende alla società concessionaria che realizza e gestisce l’opera pubblica, quando l’occupazione è direttamente imputabile alla società e l’attività è esercitata in forma imprenditoriale e lucrativa.
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