Cassazione Civile, Sentenza n. 10312/2023 del 18/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava: 1) l'assegnazione ad Andrea Pirrone di un incarico di direzione di U.O.C. senza previa procedura selettiva (violazione dell'art. 19 d.lgs. n.165/2001) chiedendo la ripetizione della procedura; 2) la revoca anticipata del suo incarico di dirigente di U.O.S. presso il Presidio Ospedaliero di S. Antonio Abate di Trapani, con domanda di risarcimento (indennità ex art.18 c.c.n.l. e danni). In primo grado il Tribunale aveva disapplicato la revoca ed aveva riconosciuto l'indennità ex art.18 per il periodo ritenuto pertinente; la Corte d'appello, invece, accolse l'appello dell'ASP e respinse le domande della Puccio ritenendo: a) che la ricorrente non avesse provato una concreta chance comparativa di ottenere l'incarico di U.O.C.; b) che la cessazione dell'incarico fosse naturale in ragione del riassetto organizzativo e degli atti aziendali (delibere 3002/3003/2003), non una revoca illegittima; c) che non fosse provata la sostituzione ai fini dell'art.18. La Puccio ha proposto ricorso per cassazione contestando principalmente la necessità di provare la comparazione con tutti gli altri aspiranti quando la procedura non è mai stata espletata.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo: ha ritenuto errata la valutazione della Corte d'appello secondo cui la ricorrente doveva provare, in confronto con tutti gli altri aspiranti non identificabili in assenza di bando, la 'alta probabilità' di ottenere l'incarico. La Cassazione ha affermato che, quando l'incarico è stato conferito senza alcuna selezione, l'onere probatorio della parte interessata si limita a provare l'interesse e il possesso di titoli astrattamente idonei a partecipare alla selezione e la comparazione, in concreto, può essere effettuata con il soggetto realmente nominato (Pirrone). Per tali motivi la sentenza della Corte d'appello è stata cassata limitatamente alla vicenda relativa alla procedura di conferimento dell'incarico a Pirrone e la causa rinviata alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione per nuovo esame. Gli altri motivi (revoca per riorganizzazione, indennità di sostituzione, danni non patrimoniali) sono stati in gran parte respinti o dichiarati infondati/assorbiti, con conferma in parte delle valutazioni di merito. La Cassazione ha inoltre disposto che la Corte territoriale riconsideri le questioni e regoli le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
d.lgs. n. 165 del 2001, art. 19
L'assenza della procedura selettiva rende illegittimo il conferimento; quando manca del tutto la selezione l'onere di allegazione del candidato non implica la comparazione con tutti gli ipotetici partecipanti ma la prova dell'interesse e del possesso di titoli idonei, e la comparazione concretamente praticabile con il nominato.
c.c.n.l. dirigenza sanitaria del 2000, art. 28 (comma 10)
Stabilisce durata minima triennale per incarichi presso strutture semplici; tuttavia se l'incarico è stato conferito 'in via provvisoria' fino all'adozione dell'atto aziendale, la sua cessazione per riorganizzazione può costituire naturale scadenza e non revoca anticipata.
c.c.n.l. del 2000, art. 18
Disciplina l'indennità per sostituzione: il diritto all'indennità richiede la prova dell'effettiva sostituzione o di un atto aziendale che la riconosca; mere deleghe o attività accessorie non bastano senza elemento probatorio concreto.
c.c.n.l. dirigenza sanitaria del 2000, art. 40, comma 8
Prevede, in caso di ristrutturazione aziendale, il conferimento di altro incarico dirigenziale di pari valore economico: giustifica, se applicabile, ricollocazioni conseguenti a riassetti organizzativi.
delibere aziendali (es. n. 3002, n. 3003 del 30/06/2010 e n. 2003 del 30/06/2010)
Documenti aziendali che hanno fissato carattere transitorio degli incarichi fino all'approvazione dell'atto aziendale, giustificando il conferimento provvisorio e la conseguente cessazione al momento della riorganizzazione.
Massime di principio
- Se un incarico dirigenziale è stato conferito senza alcuna procedura selettiva, il lavoratore che impugna l'atto non è tenuto a dimostrare la comparazione con tutti gli aspiranti non identificabili; è sufficiente provare interesse e possesso di titoli astrattamente idonei e, nella comparazione concreta, confrontarsi con il soggetto nominato.
- Gli incarichi indicati espressamente come 'provvisori' fino all'approvazione dell'atto aziendale possono cessare per natura al momento del riassetto organizzativo; in tali casi la cessazione non costituisce necessariamente revoca illegittima.
- Per ottenere l'indennità di sostituzione ex art.18 c.c.n.l. è necessario dimostrare l'effettiva sostituzione o un atto aziendale che riconosca tale sostituzione; semplici deleghe formali o attività amministrative non provano il diritto all'indennità.
- Le domande di risarcimento per perdita di chance richiedono una prova adeguata della probabilità ragionevole dell'evento perduto; il tipo di prova richiesto varia a seconda del vizio denunciato (assenza di selezione vs. errore nella comparazione).
- In impugnazioni di atti aziendali va attentamente valutato il contenuto e la funzione delle delibere e degli atti organizzativi: essi possono trasformare apparentI 'revoche' in conseguenze procedurali di riassetti, incidendo sulla qualificazione giuridica della tutela richiesta.
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